LA MORTE NEL VILLAGGIO
Con questo romanzo, scritto nel 1930, Agatha Christie presentava per la prima volta al pubblico Miss Marple, la ormai famosa vecchietta che vive nello stagnante villaggio di St. Mary Mead, e che dovrà svelare, nel corso della sua lunga carriera letteraria, intricatissimi misteri,battendo e umiliando la polizia locale. La sua tecnica di idagine è inverosimile ma efficace; le su armi inusitate: ferri da calza,sciroppini e torte fatte in cas, ma soprattutto il genio del pettegolezzo, la straordinaria capacità di far parlare la gente. Agatha Christie aveva inventato questo personaggio ispirandosi alla nonna materna: un signora di stampo vittoriano che però conosceva benissimo tutte le depravazioni della natura umana. Il primo romanzo,dunque, di una fortunata serie nel quale alla impeccabile costruzione e soluzione del mistero si unisce una descrizione dell’ambiente e una acuta caratterizzazione dei personaggi minori che fanno da coro ai protagonisti.
Dura da ormai sessant’anni e le cose che ricama con finta discrezione le intonava quasi sempre bene; qualche volta benissimo. Quel suo mondo volutamente improbabile dove gli orologi possono ritardare in un intero paese senza che le abitudini ne risentano, quei suoi personaggi che sono tanto integralmente quello che devono essere, quella sua gente rifugiata in campagna tra le due guerre per non vedere e non sentire, per non doer parlare, è ormai un’immagine così perduta e racconta depravazioni e delitti così eternamente retrò, che ci diventa insomma domestico,bizzarro,meritevole di nostalgie rilassanti.
Divina Recchia
