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SARTIRANA: LA RANA DIVENTA ANCORA SAGRA

Appuntamento fisso ed imperdibile il 3,4 e 5 settembre per la 38° Sagra della rana. Ogni anno il comitato organizzatore s’impegna per offrire una tre giorni di sapori unici ed autentici ai copiosi avventori. Si avvale della preziosissima collaborazione di circa 60 cuoche e cuochi provetti indaffarati nei vari reparti cucina, a preparare le specialità sartiranesi a base di rane, di circa 80 camerieri pronti a scorrazzare tra i 4 capannoni per servire le portate, un dinamico team di baristi e cassieri, un chiosco del dessert e un chiosco caffetteria-gelati, vendita di prodotti tipici gestiti da graziose fanciulle. Senza poi dimenticare i custodi della segretissima ricetta della pastella per le rane dorate, che gestisce dietro le quinte gli approvvigionamenti per le cucine e l’intero staff di uomini di buona volontà che dedicano parte delle loro vacanze all’allestimento di cucine e tensostrutture per accogliere tutti i visitatori. Amministrazione comunale e Comitato Sagra della Rana, che contengono al prestigio e al buon nome del paese, dopo due anni di studio, sono riusciti a realizzare il primo Palio della rana. Nelle due precedenti edizioni della sagra, il paese ra stato suddiviso in quattro rioni storici, era stato recuperato e mostrato ai visitatori come passatempo domenicale il gioco della rana e quest’anno nasce il palio vero e proprio. Tramite le selezioni di giugno e luglio sono state identificate le quattro coppie, una per rione, formate da ragazzo e ragazza, che domenica 5 settembre, giornata regina della sagra, si contenderanno nella gara finale al gioco della rana il primo palio. La gara sarà preceduta da sfilata di abiti medievali dei contendenti, e dei figuranti che impersoneranno Cicco Simonetta, signore del feudo di Sartirana Lomellina, e sua moglie Elisabetta Visconti. La coppia dei signori di Sartirana consegnerà il palio al rione vincitore.

Divina Recchia

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NEL BIANCO

E’ la Vigilia di Natale in Scozia quando, in un paesaggio trasfigurato dalla neve e dal ghiaccio, nel laboratorio farmaceutico Oxenford vicino a Glasgow scatta l’allarme rosso. Nonostante i sofisticatissimi sistemi di sorveglianza qualcuno è riuscito a sottrarre dall’area protetta due fiale del micidiale virus Modoba -2, una pericolosissima variante dell’Ebola, contro il quale lo staff del laboratorio sta cercando un antidoto. Il dipartimento di Difesa americano, che ha fatto grossi investimenti sul progetto , non nasconde la propria preoccupazione. E’ così anche il proprietario del laboratorio, Stanley Oxenford, e Antonia Gallo, la sua affascinante collaboratrice a capo della sorveglianza e della sicurezza. Portarefuori dal laboratorio il virus significa una cosa sola: pericolo di contagio e morte per il mondo intero. Chi può volere una simile catastrofe? Riuscirà Antonia a recuperae le temibili fiale e a scongiurare il disastro?

Divina Recchia

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FINTA INFERMIERA RAPISCE UN NEONATO

E’ successo a Nocera Inferiore (vedi wikipedia.it).

Nell’Ospedale Umberto I della Cittadina, un neonato, appena dato alla luce, è stato rapito da una finta infermiera.

A quanto pare, la colpevole sembra essere una donna vestita di bianco, che è stata scambiata per una dipendente dell’ospedale e quindi non è stata fermata, quando, come se niente fosse, è entrata nella camera della mamma del piccolino e se lo è portato via.

Un paio d’ore dopo i familiari del piccolo hanno dato l’allarme ed è cominciata la caccia nei confronti della donna che ha rapito il neonato, la quale, a detta di alcuni testimoni, pare avesse il viso coperto da grandi occhiali scuri e, come suddetto, un vestito bianco, che la faceva sembrare un membro dello staff dell’ospedale di Nocera Inferiore.

L’episodio è accaduto intorno alle 14, mentre l’allarme è scattato soltanto intorno alle ore 16, nel momento in cui la mamma non si è vista riportare il neonato in stanza.

I Carabinieri hanno disposto dei posti di blocco all’ingresso della A3 e della A30.

Mentre tutti sono col fiato sospeso per l’accaduto, ci si domanda quale possa essere il movente per un gesto così estremo, dal momento che quella del neonato pare essere una famiglia come tutte le altre: la mamma è una signora di Nocera e il papà è un Sottoufficiale dell’esercito in servizio presso la Brigata Garibaldi .

Augurandoci, per prima cosa, che il bambino stia bene in salute, speriamo che la donna ripensi al suo crudele gesto e restituisca il piccolino alla sua mamma.

MARIANNA NAVOTTI

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