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HO VOGLIA DI TE

Dopo aver trascorso due anni in America per dimenticare Babi, allontanarsi dalla madre e cercare di non pensare più alla morte del migliore amico Pollo, Step torna a Roma, consapevole che tutto può ricominciare da un momento all’altro. Per uno stupido imprevisto, conoscerà l’estroversa e esuberante Gin, una ragazza che in una delle ultime scene del film, si scopre che seguiva già da molto tempo Step ed era stata da sempre innamorata di lui. I due vivranno una storia d’amore fatta di alti e bassi, ma quando Step viene invitato ad una festa con i vecchi amici, incontra di nuovo Babi, cresciuta e bellissima, che lo porta nelle vicinanze del luogo della loro prima volta. Step tradisce Gin, ma alla fine, dimostrandole di amarla davvero, riesce a farsi perdonare con una meravigliosa foto di un loro bacio davanti la casa della ragazza. Il film presenta alcune sostanziali differenze e omissioni con il romanzo.
All’inizio del film non viene menzionato l’incontro di Step con la hostess sull’aereo e il successivo rapporto in albergo.
Step incontra Gin all’incirca dopo un mese dal suo ritorno, non la prima sera come menzionato nel film.
Il padre di Babi non ha un’amante, la moglie ha continui sospetti ma in realtà il marito va semplicemente a giocare a biliardo nelle sue uscite serali. Marcantonio ed Eleonora stanno insieme alla fine del film.
Non vi è alcuna menzione del rapporto di amicizia che c’è tra la madre di Step e Gin. Non viene menzionata la nuova fidanzata del padre di Step.
Nel libro il ragazzo con cui Daniela vorrebbe perdere la verginità è Chicco Brandelli, nel film si tratta di un’altra persona.
Nel libro non c’è alcun riferimento alla moto di Pollo mentre nel film Step gareggerà per riaverla.

Divina Recchia

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IL CODICE DA VINCI

Esiste un segreto che può far crollare 2000 anni di dogmi. Il best seller internazionale di Dan Brown prende vita il film ” Il codice da vinci”, diretto da Ron Howard con la sceneggiatura di Akiva Goldsman. Lo studioso di simboli Robert Langdon e la crittologa Sophie Neveau sono coinvolti in un’avvincente indagine per svelare il colpevole di un misterioso omicidio. Sarà una corsa alla verità che li porterà dalla Francia all’Inghilterra,alla scoperta di una potente società segreta che fin dai tempi di Cristo protegge un immenso segreto: il più grande della storia dell’Umanità. Un thriller eccezionale,reso ancora più straordinario dalle grandi interpretazioni di Sir Ian McKellen,Alfred Molina e Jean Reno. Il film inizia con l’omicidio del curatore del Louvre, Jacques Saunière, a Parigi, per mano di uno strano monaco albino appartenente all’ Opus Dei. Lo studioso di Simbologia, il professor Robert Langdon, viene a sapere dell’omicidio, e, condotto al Louvre, viene interrogato, poiché ritenuto colpevole della morte del Curatore. Successivamente, si passa a narrare di un’antica e misteriosa società segreta nota come Priorato di Sion (di cui faceva parte Sauniere), che nasconde un segreto che potrebbe compromettere i fondamenti stessi del Cristianesimo, nella versione tramandata dalla Chiesa cattolica. Robert Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso, e successivamente anche dallo studioso Sir Leigh Teabing, dovrà ripercorrere attraverso indizi nascosti in importanti opere d’arte, enigmi e misteriosi nemici, il percorso del Santo Graal, uno dei più grandi misteri dell’umanità.

Divina Recchia

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LA MORTE NEL VILLAGGIO

Con questo romanzo, scritto nel 1930, Agatha Christie presentava per la prima volta al pubblico Miss Marple, la ormai famosa vecchietta che vive nello stagnante villaggio di St. Mary Mead, e che dovrà svelare, nel corso della sua lunga carriera letteraria, intricatissimi misteri,battendo e umiliando la polizia locale. La sua tecnica di idagine è inverosimile ma efficace; le su armi inusitate: ferri da calza,sciroppini e torte fatte in cas, ma soprattutto il genio del pettegolezzo, la straordinaria capacità di far parlare la gente. Agatha Christie aveva inventato questo personaggio ispirandosi alla nonna materna: un signora di stampo vittoriano che però conosceva benissimo tutte le depravazioni della natura umana. Il primo romanzo,dunque, di una fortunata serie nel quale alla impeccabile costruzione e soluzione del mistero si unisce una descrizione dell’ambiente e una acuta caratterizzazione dei personaggi minori che fanno da coro ai protagonisti.
Dura da ormai sessant’anni e le cose che ricama con finta discrezione le intonava quasi sempre bene; qualche volta benissimo. Quel suo mondo volutamente improbabile dove gli orologi possono ritardare in un intero paese senza che le abitudini ne risentano, quei suoi personaggi che sono tanto integralmente quello che devono essere, quella sua gente rifugiata in campagna tra le due guerre per non vedere e non sentire, per non doer parlare, è ormai un’immagine così perduta e racconta depravazioni e delitti così eternamente retrò, che ci diventa insomma domestico,bizzarro,meritevole di nostalgie rilassanti.

Divina Recchia

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CADAVERI INNOCENTI

Un romanzo esplosivo: Kathy Reichs è senza dubbio la maestra del thriller. Una storia palpitante per Temperance Brennan, che con implacabili e lucidissimi ragionamenti riesce a combattere anche il male più assoluto. La celebre antropologa forense è chiamata ad identificare i resti di una suora morta alla fine dell’ottocento: nel sottosuolo di una chiesa abbandonata di Montréal deve riesumere il corpo di Elisabeth Nicolt, per consentire allae autorità ecclesiastiche di procedere alla beatificazione della religiosa. Ma quando affiorano, le sue ossa mostrano qualcosa di strano. Intanto, Tempe si trova a indagare su un incendio doloso, costato la vita a due gemelli di pochi mesi. E di lì a poco il cadavere di una giovane donna che si era unita a una setta del North Carolina viene ritrovato in condizioni terribili. Temperance raccoglie pazientemente prove,indizi e testimonianze, fino a portare alla luce il terribile filo di sangue che lega quei delitti. Kathy Reichs ci regala la storia mozzafiata di una eroina infallibile, che non ha nulla da invidiare a Kay Scarpetta e Clarice Sterling.

Divina Recchia

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IL TAILLEUR GRIGIO

Nel corso della sua lunga, irreprensibile carriera di alto funzionario di banca e di marito devoto, il protagonista di questo romanzo ha ricevuto tre lettere anonime. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bllissima seconda moglie, Adele, una splendida e irresistibile femme fatale, una donna dotata in pari misura di ferina sensualità e di un gusto sobrio e deciso in tutto, anche nel vestire. Non stupisce nessuno, dunque, che in alcune particolari circostanze ami indossare un castigato tailleur grigio. Ma questo vestito assume un profondo significato simbolico. Un significato che forse sarebbe molto meglio non conoscere mai … Pochi scrittori come Camilleri hanno saputo seguire il ritrmo del corpo e il battito dell’anima femminile. In quest pagine del più “francese” dei suoi romanzi, in questa affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant e di tutti i classici della letteratura e del noir che ci ha fatto sognare su certe dark ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da incontrare nella realtà.

Divina Recchia

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RINASCIMENTO PRIVATO

Romanzo. Questa, che sarebbe stata la sua ultima opera compiuta, questa “autobiografia” di Isabelle d’Este, marchesa di Mantova, Maria Bellocci volle definirla romanzo. E tale il libro è davvero, sebbene la profondità, la ricchezza della documentazione e della ricostruzione storica siano quelle consuete ai libri della grande scrittrice. Lo è innanzi tutto per quella autentica creazione letteraria che è il linguaggio a un tempo antico e modernissimo, inventato ben più che ricostruito non diversamente da come si inventa una trama. Lo è per la scelta dell’autrice di fare di Isabella l’Io narrante, sovrapponendo così, in un mirabile intreccio di documentata realtà e di intuitiva invenzione, al personaggio storico il personaggio romanzesco, o piuttosto la vivente Isabella, resa in tutte le pieghe del suo carattere, le ombre e le luci della sua natura. Lo è infine per la creazione di un personaggio pienamente inventato, l’inglese Robert de la Pole, la cui presenza non soltanto consente di allargare il ricchissimo,mirabile sfondo storico dalle corti di Mantova e della Roma pontificia alle altre corti italiane, all’Europa stessa, ma distende in una sorta di atemporale narratività, romazesca appunto, l’incalzante ritmo,risolutamente al presente, della rievocazione di Isabella. L’autrice teneva molto a definire “romanzo” questo che è in apparenza il racconto della vita di Isabella d’Este, divenuta marchesa di Mantova dopo il matrimonio con Francesco Gonzaga. Questo romanzo deve venir centellinato, è un libro denso e sontuoso, e pr assaporarne a fondo quel quid inesauribile che è proprio dei libri veri. E’ un libro di azione e di meditazione, di figure rilevate e di segreti, di colori cangianti e di bagliori di assoluto, di sensi e di sovrasensi, di passioni gridate e di silenzi, di storia e di destini.

Divina Recchia

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I MALAVOGLIA

Nei Malavoglia 1881, Verga si immerge nella realtà locale di un paese siciliano, Aci Trezza, e racconta la semplice e rissosa quotidianità in cui vivono i Toscano, detti appunto i Malavoglia. Avertendo come poco espressive le realtà borghesi, Verga cerca di rompere l’impianto romanzesco classico, reinventando le regole del gioco narrativo per dare spazio alla coralià dei personaggi, ritratti nella loro vitale specificità. Questo libro vuole mettere in luce la storia e la formazione del testo attraverso i successivi progetti e abbozzi dell’autore. L’ampio commento a piè di pagina,oltre a spiegazioni letterali e notazioni intertestuali, sottolinea, l’organizzazione delle sequenze e la funzione dei motivi, individua le voci principali del romanzo e i controcanti interni, e fornisce gli elmenti per comprendere i congegni della macchina narrativa. Altro strumento di grande utilità è l’Indice dei proverbi citati nel testo, che doumenta i rapporti dello scrittore con la cultura popolare. E’ motivo ricorrente, tanto da essere quasi scontato, che ogni discorso critico sul Verga “rusticano” debba prendere le mosse, pe la sua esemplarità, dal testo che segna il primo timido annuncio di un’attenzione dell’autore verso quell’universo che costituirà materia della sua stagione creaiva più alta. Per lo più diquesto tenore, ispirati cioè a una chiave di lettura genericamente filantropica dai risvolti patetico-sentimentali, si rivelano i primi apprezzamenti, che Verga stesso riporta nelle lettere famigliari, con una venatura di legittimo orgoglio per il successo di pubblico ottenuto, ostentando però dall’altra parte con isistenza, quasi a volerne attenuare la portata, valutazioni sulla propria opera a dir poco sorprendenti.

Divina Recchia

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LA LUNA E I FALO’

Cesare Pavese dice che “La luna” è il libro che si portava dentro da più tempo e che ha più goduto a scrivere. Tanto che crede che per un pezzo- forse per sempre – non farà più altro. Non conviene tentare troppo gli dei. Pubblicato nell’aprile del 1950 e considerato dalla critica il libro più bello di Pavese, ” La luna i falò” è il suo ultimo romanzo. Il protagonsita, Anguilla, all’indomani della liberazione torna al suo paese dell Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell’amico Nuto, ripercorre i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici. Storia semplice e lirica insieme, costruita come un continuo andirivieni tra il piano del passato e quello del presente, ” La luna e i falò” recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascistica, la lotta di liberazione, e li lega a problematiche private, l’amicizia, la sensualità,la morte, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell’individuo rispetto al mondo e il suo triste destino di solitudine. Pavese prosatore non fu spinto allo scrivere da ragioni di tipo sociologico o psicologico: il popolato quadro d’ambiente, il vasto affresco sociale, il tutto tondo di personaggi che crescono e mutano, il commento narrativo ad un perioso storico. Non mirava all’introspezione, nè al realismo del racconto. Del resto non ha mai voluto costruire storie romanzesche, intrecci. Piuttosto, lo assillava il tentativo di misurarsi con una tensione stilistica capace di giustapporre blocchi di ” eventi”, la cui polifonia risuonasse come riecheggiamento memoriale e simbolico più che come mimesi o ricostruzione obbiettiva, cronaca priva di misteri e di simboli.

Divina Recchia

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IL DIAVOLO VESTE PRADA

Nel favoloso,sfavillante mondo della moda, Miranda Priestly è un mito assoluto. Esile ed elegante come nessuna, dirige la rivista patinata più venduta e prestigiosa del pianeta. Quando Andrea Sachs – ventitrè anni, una laurea in tasca e in testa il sogno di iventare una scrittrice – accetta di lavorare per lei, non sospetta di aver stretto un patto con il diavolo. Perchè Miranda dietro l’aspetto impeccabile nasconde un’indole velenosa e volubile, capace di trasformare la vita di Andrea in un vero e proprio inferno … Nell’arco di un anno frenetico ed esilarante, Andrea impara a camminare su vertiginosi tacchi a spillo, a soddisfare i mille capricci del suo direttore e a parare i colpi della sua perfidia, fino a scoprire che la sua vita privata, troppo a lungo trascurata, è in caduta libera … Un romanzo travolgente, un ritratto al vetriolo del mondo della moda. Un bestseller che ha scalato le classifiche di tutto il mondo. Tradotto in 27 paesi, ha acquistato milioni di lettrici ed è diventato un film campione di incasi. Un mondo di paillettes dove tutti inseguono il glamour e dimenticano i rapporti umani. Un vero inferno, contanto di diavolo, vestito Prada, naturalmente! Un romanzo brillante e ironico in puro stile Sex & the City. Parabola piacevolmente ironica e molto glamour dei tanti vizi e delle poche virtù delle fashion victims.

Divina Recchia

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I LIBRI DEL GIORNO

Allora oggi vi propongo due letture molto interessanti. Il primo libro si intitola: “Resta con me”, dove il destino è amare. In fondo esistono solo due cose da raccontare: l’amore e la morte, sostiene l’autrice Elizabeth Strout. In questo romanzo, le affronta entrambe. Siamo in un paese del Maine, negli anni ‘50. Tyler Casky è un brillante ministro di culto che sposa una bella ragazza di famiglia ricca per offrirle una vita tanto piena di spiritualità quanto povera di divertimenti mondani. La malattia improvvisa della moglie fa emergere un bagaglio di risorse inaspettate nell’uomo. Rimasto vedovo, dovrà reinventare i rapporti con le figlie, i legami con gli altri, ricostruire la sua fiducia nel mondo. Ottime le persone che vanno avanti e che nn si lasciano sconfiggere dalla sorte. In un certo senso la scrittrice ha portato nella sa scrittura quello che faceva la madre, quando le raccontava le storie dei vicini di casa. La letteratura e storytelling. E’ capire, senza cinismo o moralismo, coem la gente reagisce alle difficoltà. Il libro, infatti, inizia con una chicchierata:
Il secondo libro, invece, si intitola: ” Piccola filosofia del mare”, di Cécile Guérard. L’arrivo in spiaggia non è più il panico della prova costume, ma un misto di timidezza e di eccitazione: svestirsi all’aperto, sentire l’aria sulla pelle;prendere posto davanti a uno spettacolo favoloso senza dovere niente a nessuno. E camminare sulla riva, non è solo un passatempo perchè la passeggiata marina è sovversiva. Riflessioni,aneddoti,pensieri che non si contrappongono a un mare più comune, fatto di spiagge con ombrelloni,dicoteche o centri talassoterapici, ma si propongono semplicemente come un altr punto di vista. A cui lasciarsi andare perchè, come dice Guérard, .

Divina Recchia

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