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Berlusconi.La libertà di stampa non è un diritto assoluto

Dopo  lo sciopero dei giornalisti contro il ddl intercettazione, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si rivolge alla stampa di sinistra, affermando che quest’ultima mette  il ”bavaglio alla verità”. Inoltre,il Premier, ha dichiarato che i giornali di sinistra  disinformano e non dicono la verità, inoltre essi calpestano in modo sistematico il sacrosanto diritto dei cittadini alla privacy.

In democrazia,secondo le parole di Berlusconi, non esistono diritti assoluti, perchè ciascun diritto incontra sempre un limite negli altri diritti prioritariamente ed egualmente meritevoli di tutela.

Questo è un principio elementare che però la stampa di sinistra ha ignorato.

Il premier ha poi ,dedicato alcune  parole   alla manovra economica,essendone soddisfatto,in quanto  è conforme a ciò che è stato richiesto dall’U.E., per quanto riguarda la riduzione della spesa pubblica.

Gennarino Perciballi

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GIORNALISTI SCIOPERANO PER DDL INTERCETTAZIONI

Oggi sciopera la categoria dei giornalisti a causa della cosiddetta legge bavaglio, cioè a causa del DDL INTERCETTAZIONI, proposta e approvata dal Governo, capitanato dal nostro Premier Silvio Berlusconi (vedi wikipedia.it).

Questa legge impedisce ai gionalisti, ai telegionali, ai giornali e ai settimanali di pubblicare le intercettazioni che fanno parte di processi o indagini, che, peraltro, potranno difficilmente essere riprese e che difficilmente potranno vederne riportati i contenuti.
I giornalisti scioperano perché non vogliono che si impedisca loro di pubblicare le intercettazioni e i dialoghi che fanno parte delle cause civili e penali dei processi: i giornalisti considerano tutto ciò una limitazione alla loro libertà di stampa, in quanto considerano lecito pubblicare conversazioni private fra liberi cittadini, che forse, alla loro privacy, avrebbero diritto; scioperano anche perché tali intercettazioni non si possono più sbattere pubblicamente in prima pagina o sui nostri teleschermi a tutte le ore e in tutte le trasmissioni e i telegiornali della tv…

E’ difficile stabilire dove finisce la libertà di stampa (diritto sacro di una società democratica e civile) e dove inizia il diritto alla privacy (sacrosanto anche quello)…

E’ difficile capire quali giornalisti lottano davvero per la libertà di stampa e quali gionalisti lottano perché non potranno più lucrare sulle disgrazie intime altrui…

E’ ancora più difficile stabilire a chi converrà questa legge, quanti la faranno franca grazie a questa legge…

Una cosa è certa però: come sempre succede in Italia, una volta passata la legge, sicuramente quasi tutti troveranno il modo per aggirarla, sia da una parte che dall’altra…

MARIANNA NAVOTTI

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Processo Antonveneta. Brancher afferma in aula le sue dimissioni

Aldo Brancher ha  ufficializzato  la decisione “irrevocabile” al tribunale di Milano, con chiara rinuncia al legittimo impedimento.Inoltre,ha affermato di voler essere giudicato con rito abbreviato, a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali .

L’annuncio è stato reso durante il processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta, che lo vede imputato insieme alla moglie per appropriazione indebita e ricettazione in relazione a somme pari a circa 1 milione di euro ottenute da Giampiero Fiorani durante il tentativo di scalata all’Antonveneta.

Quindi,sono confermate  le voci sulle dimissioni del ministro a seguito di un incontro chiarificatore con il premier. Il  ministro si è sacrificato per consentire  un riordino nel Pdl,annunciato dallo stesso Berlusconi la settimana scorsa.

Le dimissioni,però,consentono  anche di  rendere più forte il rapporto con la Lega,stizzita dalla nomina, in giugno, di un ministro senza portafogli che doveva affrontare lo studio di una riforma importantissima ,  ossia il federalismo.

Gennarino Perciballi

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Fisco.Aumenti di Irap e Irpef per Lazio,Campania,Calabria e Molise

E’ avvenuto  come promesso,infatti i cittadini e gli imprenditori delle quattro Regioni che non hanno rispettato i piani di rientro dal deficit sanitario, saranno sottoposti a più tasse . L’ Irap aumenta per artigiani, commercianti e imprese (0,15 punti percentuali) e l’ Irpef (0,30). Nella lista doveva apparire anche l’Abruzzo,ma èstata esclusa   probabilmente per il terremoto.

Gli sforzi delle Regioni per rimettere a posto i conti della Sanità,quindi, sono stati vani, e in qualche caso ci sono stati progressi (a parte il Molise).Intanto l’Agenzia delle entrate  sta calcolando il valore delle addizionali, mentre le maggiorazioni verranno applicate  per tutto il 2010.

Quindi si prospetta un periodo buio  per le Regioni, con una  manovra economica che taglia loro i fondi (4 miliardi nel 2011 e 4,5 nel 2012) nonchè lo spettro del federalismo fiscale.

I governatori ,intanto,aspettano l’incontro con il premier.

Gennarino Perciballi

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Processo Bpi.Processo sospeso per il Premier

I legali di Aldo Brancher,  imputato a Milano in uno stralcio del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, sono ricorsi addirittura al legittimo impedimento,in quanto Ministro. L’udienza si sarebbe dovuta celebrare  sabato prossimo,il  26 giugno.

E’ probabile,inoltre, che i giudici mettano in disparte la posizione del Ministro e proseguano il processo nei confronti della moglie,  imputata anche lei.

A MIlano,intanto, il gup  Marina Zelante ha trsmesso alla Corte Costituzionale  gli atti del processo Mediatrade, che vede tra gli imputati anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi .

Se la Corte riterrà ammissibile il ricorso  vi dovrà  essere la pronuncia sulla legge del “legittimo impedimento”. Intanto,il processo è stato sospeso.

Gli avvocati ,all’inizio  dell’udienza preliminare,avevano appellato il “legittimo impedimento” per Berlusconi  . L’inchiesta è rivolta su  12 persone tra cui il premier, suo figlio Pier Silvio e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, accusati a vario titolo di frode fiscale e appropriazione indebita.

Gennarino Perciballi

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BERLUSCONI APRE A POSSIBILI MODIFICHE DDL INTERCETTAZIONI PURCHE’ VENGA APPROVATO CELERMENTE

Intercettazioni

Promotori della Libertà

ROMA – 19 GIUGNO 2010

Parlando ai “Promotori della Libertà”, il Premier Silvio Berlusconi elogia le prerogative del Ddl intercettazioni e lascia margini per rivedere il decreto purchè lo si approvi con celerità. Sostiene Berlusconi: “In Italia – a dispetto di quello che dice l’Anm – potrebbero esserci anche 10 milioni di persone spiate, cifre – sostiene il Premier – che non hanno eguali nel mondo”. Il Capo del Governo chiama quindi alla mobilitazione i “Promotori della Libertà” denunciando “l’abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali o addirittura in televisione”. “Nessuno sta mettendo in discussione l’utilità delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata – dice – e non è vero che si vuol tutelare una presunta casta come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei magistrati politicizzati e i giornalisti di sinistra: il problema è semplice e grave, siamo tutti spiati”, dice il Cavaliere.

Una tesi che Berlusconi torna a supportare con i numeri: in Italia ci sono quasi 150.000 telefoni sotto controllo, nell’ipotesi che gli intercettati parlino magari del tempo con altre 50 persone arriviamo a 7 milioni e mezzo di italiani controllati ma non è lontano dal vero chi ipotizza 10 milioni di intercettati vale a dire un italiano su 6. “E’ un numero che non ha eguali al mondo”, aggiunge. “Basti dire che negli Usa dove la popolazione è superiore di sei volte alla nostra le intercettazioni non arrivano neppure a 20 mila. E i telefoni intercettati negli Usa, in Gran Bretagna, in Germania e in Francia sommati tutti insieme, non arrivano alla metà di quelli intercettati nella sola Italia” afferma il Premier. Berlusconi quindi lamenta i troppi “veti” alla Camera, temendo che causino un rinvio “alle calende greche” del Ddl. “Per questo – dice il Premier rivolto ai “Promotori della Libertà – vi chiedo di unire la vostra voce alla mia per dire che è in pericolo il sacrosanto diritto alla privacy.

Maurizio Giacometti

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MANIFESTAZIONE PD AL PALALOTTOMATICA DI ROMA CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO

Pierluigi Bersani

Anna Finocchiaro

ROMA – 19 giugno 2010

Pierluigi Bersani, ha attaccato il Premier nel suo intervento del Partito democratico alla manifestazione tenutasi al Palalottomatica di Roma. “Berlusconi – ha affermato Bersani – chiede sempre più potere ma questo messaggio porta il paese al disastro”, proseguendo “Berlusconi ha giurato sulla Costituzione e quell’articolo uno non si può cambiare, non è a disposizione di nessuno e se non gli piace vada a casa”. Bersani riafferma il concetto che la Costituzione non può essere rimodellata a piacere del Premier di turno ed in funzione delle sue personali necessità. Risponde indirettamente anche alla affermazione di Berlusconi secondo il quale in questo Paese “il Premier non ha potere per fare nulla” e “ la Costituzione nasce da una Italia appena uscita dalla dittatura”. Bersani infatti sostiene che, la complementarità dei poteri dei singoli organi dello Stato, fu voluta in fase di stesura da parte dell’Assemblea Costituente proprio per evitare che una funzione prevalesse sulle altre, annientando di fatto la sostanza di democrazia cui si improntava la nuova Repubblica nata dalle ceneri del fascismo.

Proprio su queste basi, Bersani al congresso Pd sostiene così l’idea: “La teoria di un uomo solo al comando non ci ha portati mai da nessuna parte. Ha risolto i problemi suoi, non quelli degli italiani”. “La loro è una macchina – afferma Bersani – tarata per fare consenso, non per governare. Non riesce ad affrontare i problemi, a guardarli in faccia come abbiamo fatto noi stamattina. Ma noi non permetteremo che una crisi sociale acuta porti acqua al mulino della crisi democratica, al cancro dell’antipolitica e dell’antistato”. Anche Anna Finocchiaro sostiene la linea del segretario Bersani affermando: “E’ una manovra recessiva e iniqua, che tocca i redditi medio-bassi e colpisce le regioni e le province. Il Pd è impegnato per cambiarla e introdurre misure per la formazione delle giovani generazioni perché come ha detto il Premier islandese, bisogna mettere in sicurezza i bambini e le giovani generazioni”.

Maurizio Giacometti

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BOSSI, SUL DDL INTERCETTAZIONI SERVE INTESA TRA PREMIER E CAPO DELLO STATO

Presidente Napolitano con il Premier Berlusconi

Umberto Bossi, Lega

ROMA – 18 Giugno 2010

Umberto Bossi, leader della Lega, ritiene necessaria una intesa tra palazzo Chigi ed il Quirinale e, al termine di un incontro alla Camera con il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini sul tema delle intercettazioni afferma: “Se tra Berlusconi e il Presidente della Repubblica si trova una soluzione si può andare avanti. Speriamo di trovare una soluzione”. La presa di posizione di ieri del leader della Lega Nord Umberto Bossi che si era detto pronto a prendere in considerazione l’ipotesi di modificare il Ddl intercettazioni è piaciuta al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Quando stamattina Bossi si è avvicinato in Aula allo scranno presidenziale, Fini lo ha ringraziato della sua “apertura” sul fronte del Ddl e l’esponente del Carroccio ha chiesto un breve colloquio proprio per fare il punto sul provvedimento.

Secondo il parere di Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia alla Camera, andrebbero sciolti i nodi che riguardano la proroga della durata degli ascolti di tre giorni in tre giorni, l’intercettabilità dei cosiddetti ‘reati satelliti’, la responsabilità giuridica dell’editore che lascerebbe aperto il problema della possibilità per quest’ultimo di interferire con il lavoro e l’indipendenza del direttore, i quattro anni di condanna previsti come pena massima per il reato delle registrazioni fraudolente. Di parere avverso al decreto resta il Vaticano: dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa, “oltre al dovere c’è anche un diritto all’informazione” e, letto in questa luce, il Ddl sulle intercettazioni “è una legge che limita il potere d’indagine, e quindi della Magistratura, e anche quello d’informazione”. Ad affermarlo è la Radio Vaticana, in una intervista a un docente di Filosofia politica, Antonio Maria Baggio dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano ( Firenze ), che fa capo ai Focolari.

Maurizio Giacometti

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I COMUNI ITALIANI SCENDONO IN PIAZZA IL 23 CONTRO LA MANOVRA

Tremonti e Berlusconi

Sergio Chiamparino, Presidente ANCI

ROMA – 18 Giugno 2010

Sono in molti in Italia ad essere scontenti della manovra anti-crisi e fortemente contrari a d essa. I Sindaci degli oltre 8000 comuni italiani si mobilitano contro la manovra economica ed annunciano che se non saranno riconvocati dal Governo al piu’ presto per rimodularne l’azione, scenderanno in piazza il 23 Giugno manifestando davanti al Senato in coincidenza con la Conferenza Stato-città che deve discutere delle proposte di emendamenti avanzate dall’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani. Determinati a sbloccare una situazione che giudicano ”estremamente preoccupante”, al termine del direttivo dell’associazione convocato ad hoc sulla manovra, sono anche saliti al Colle ed hanno incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L’incontro che si e’ svolto nello studio privato del presidente e’ durato circa un’ora. Napolitano – secondo quanto ha riferito il Presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, ‘’si e’ dimostrato estremamente attento e particolarmente sensibile alle esigenze dei Comuni. Mi pare di potere dire che le nostre richieste siano state recepite dal presidente, il quale – ha aggiunto il sindaco di Torino – ha nella sua normale attivita’ colloqui con il governo e le rappresentanze politiche”. ”Il presidente – ha detto ancora Chiamparino – ci ha rafforzato nella nostra convinzione che i Comuni sono l’anello indispensabile alla catena che collega rappresentanze della politica, istituzioni e cittadini e ci ha sollecitato a spiegare bene al governo quali potrebbero essere le conseguenze della manovra sui Comuni”.

Maurizio Giacometti

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Berlusconi.La Corte costituzionale boccerà il nostro ddl

Silvio Berlusconi ha esordito il suo intervento all’assemblea di Confcommercio,affermando che non c’è vera democrazia, in quanto tutti sono spiati. Circa 7 milioni e mezzo di persone  possono essere ascoltate. Tutto ciò è intollerabile e,inoltre ,non è difesa la  libertà di parlare.

Il premier continua dicendo che ci sono  magistrati e giornalisti che osteggiano il disegno di legge del governo. L’ iter per la preparazione del provvedimento è stato molto lungo. Occorrà,ora,porlo in calendario per  settembre, ma in seguito non si sa  cosa farà  il Capo dello Stato.

Secondo Berlusconi in caso di approvazione,i pm della sinistra  chiederanno la parola della  Corte costituzionale che, in base a quanto appreso, la boccerà.

Durante il suo intervento,il premier è ritornato sul tema  della necessaria riforma della Costituzione,in quanto la struttura istituzionale risente di quella paura di un ritorno alla dittatura. Di conseguenza son stati suddivisi  i poteri tra i diversi organi con una quasi totale esautorazione dei poteri al Consiglio dei ministri e al presidente del Cdm.

Nel corso del suo intervento,Berlusconi ha anche affermato che sono in corso i lavori per una grande riforma della giustizia penale. Si auspica che, quando essa giungerà  in Parlamento, sia approvata in tempi brevi.

Gennarino Perciballi

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