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Camorra.In manette presidente dei piccoli industriali di Napoli

Olga Acanfora, di 53 anni,presidente del gruppo Piccola industria dell’Unione industriale di Napoli è stata arrestata.L’accusa per lei è di estorsione aggravata.L’arresto è stato effettuato dopo numerose  indagini sull’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia del Pd Luigi Tommasino, freddato dalla camorra circa un anno e mezzo fa.

Dalle indagini degli inquirenti delle direzione distrettuale antimafia si evince che  l’imprenditrice Acanfora, tra il  2008 e il  2009 si rivolse al consigliere Tommasino per ottenere l’intermediazione del clan D’Alessandro,molto potente a Castellammare di Stabia, e poter beneficiare della riduzione dei costi dei lavori professionali svolti nei confronti della sua azienda.

Non è stata arrestata solo  l’imprenditrice,ma anche due membri del clan D’Alessandro. Ad Ancanfora è stato addebitato,anche, l’aggravante di favoreggiamento del clan D’Alessandro.

Attualmente ,Acanfora ricopre vari ruoli come quello di  amministratrice dell’associazione “Meta Felix” ,e  di membro del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia.

Luigi Tommasino, consigliere comunale di Castellammare di Stabia, del Pd, rimase vittima della camorra  il 3 febbraio 2009, davanti casa sua ,quando era in macchina  con il figlio piccolo.Le mani omicide erano quelle  dei sicari affiliati al clan D’ Alessandro.
L’omicidio di Tommasino sarebbe stato conseguenza di una mancata restituzione di denaro al clan.

Gennarino Perciballi

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Marcegaglia siamo a rischio come la Grecia


Il Presidente di Confidustria ribadisce il suo assenso alla Manovra finanziaria “L’alternativa – ha detto – è veramente diventare come la Grecia” queste le parole utilizzate da Emma Marcegaglia durante il suo intervento a Pozzuoli (NA), al margine di una premiazione organizzata dall’Accademia Aeronautica militare. Secondo il presidente di Confidustria vi è la necessità di diminuire la spesa pubblica, senza questo traguardo l’Italia rischia il tracollo finanziario.
La Manovra economica passerà al vaglio della Camera per essere accettata dai deputati entro la mattina del 29 luglio come stabilito dai Capigruppo di Montecitorio, mentre la discussione sul testo prenderà avvio il 23 di luglio.
Il Presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzolini, ha confermato che i tagli dei finanziamenti alle Regioni restano invariati, una novità per provare a placare l’opposizione dei Governatori regionali sarà la flessibilità dei tagli. Ovvero, saranno le autonomie regionali e locali a decidere come ripartire i tagli previsti ai finanziamenti.
Sono undici gli emendamenti della Manovra finanziaria, oggi l’incontro del Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, con i capigruppo di Maggioranza a Palazzo Madama.
Critica verso la Manovra l’opposizione il Partito Democratico si è espresso ieri attraverso, Anna Finocchiaro, rappresentante del suo gruppo partitico al Senato ”in commissione Bilancio si sta svolgendo quella che spesso ci capita di fare per le scolaresche: una simulazione di lavoro parlamentare che ha visto finora accantonati oltre 300 emendamenti, vede il governo muto, vede il relatore Azzollini in una difficile situazione in cui non puo’ dir parola perche’ attende che in altri luoghi si compensino certi interessi e arrivi un ordine alla maggioranza”

Costanza Tistarelli

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BERLUSCONI APRE A POSSIBILI MODIFICHE DDL INTERCETTAZIONI PURCHE’ VENGA APPROVATO CELERMENTE

Intercettazioni

Promotori della Libertà

ROMA – 19 GIUGNO 2010

Parlando ai “Promotori della Libertà”, il Premier Silvio Berlusconi elogia le prerogative del Ddl intercettazioni e lascia margini per rivedere il decreto purchè lo si approvi con celerità. Sostiene Berlusconi: “In Italia – a dispetto di quello che dice l’Anm – potrebbero esserci anche 10 milioni di persone spiate, cifre – sostiene il Premier – che non hanno eguali nel mondo”. Il Capo del Governo chiama quindi alla mobilitazione i “Promotori della Libertà” denunciando “l’abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali o addirittura in televisione”. “Nessuno sta mettendo in discussione l’utilità delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata – dice – e non è vero che si vuol tutelare una presunta casta come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei magistrati politicizzati e i giornalisti di sinistra: il problema è semplice e grave, siamo tutti spiati”, dice il Cavaliere.

Una tesi che Berlusconi torna a supportare con i numeri: in Italia ci sono quasi 150.000 telefoni sotto controllo, nell’ipotesi che gli intercettati parlino magari del tempo con altre 50 persone arriviamo a 7 milioni e mezzo di italiani controllati ma non è lontano dal vero chi ipotizza 10 milioni di intercettati vale a dire un italiano su 6. “E’ un numero che non ha eguali al mondo”, aggiunge. “Basti dire che negli Usa dove la popolazione è superiore di sei volte alla nostra le intercettazioni non arrivano neppure a 20 mila. E i telefoni intercettati negli Usa, in Gran Bretagna, in Germania e in Francia sommati tutti insieme, non arrivano alla metà di quelli intercettati nella sola Italia” afferma il Premier. Berlusconi quindi lamenta i troppi “veti” alla Camera, temendo che causino un rinvio “alle calende greche” del Ddl. “Per questo – dice il Premier rivolto ai “Promotori della Libertà – vi chiedo di unire la vostra voce alla mia per dire che è in pericolo il sacrosanto diritto alla privacy.

Maurizio Giacometti

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MANIFESTAZIONE PD AL PALALOTTOMATICA DI ROMA CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO

Pierluigi Bersani

Anna Finocchiaro

ROMA – 19 giugno 2010

Pierluigi Bersani, ha attaccato il Premier nel suo intervento del Partito democratico alla manifestazione tenutasi al Palalottomatica di Roma. “Berlusconi – ha affermato Bersani – chiede sempre più potere ma questo messaggio porta il paese al disastro”, proseguendo “Berlusconi ha giurato sulla Costituzione e quell’articolo uno non si può cambiare, non è a disposizione di nessuno e se non gli piace vada a casa”. Bersani riafferma il concetto che la Costituzione non può essere rimodellata a piacere del Premier di turno ed in funzione delle sue personali necessità. Risponde indirettamente anche alla affermazione di Berlusconi secondo il quale in questo Paese “il Premier non ha potere per fare nulla” e “ la Costituzione nasce da una Italia appena uscita dalla dittatura”. Bersani infatti sostiene che, la complementarità dei poteri dei singoli organi dello Stato, fu voluta in fase di stesura da parte dell’Assemblea Costituente proprio per evitare che una funzione prevalesse sulle altre, annientando di fatto la sostanza di democrazia cui si improntava la nuova Repubblica nata dalle ceneri del fascismo.

Proprio su queste basi, Bersani al congresso Pd sostiene così l’idea: “La teoria di un uomo solo al comando non ci ha portati mai da nessuna parte. Ha risolto i problemi suoi, non quelli degli italiani”. “La loro è una macchina – afferma Bersani – tarata per fare consenso, non per governare. Non riesce ad affrontare i problemi, a guardarli in faccia come abbiamo fatto noi stamattina. Ma noi non permetteremo che una crisi sociale acuta porti acqua al mulino della crisi democratica, al cancro dell’antipolitica e dell’antistato”. Anche Anna Finocchiaro sostiene la linea del segretario Bersani affermando: “E’ una manovra recessiva e iniqua, che tocca i redditi medio-bassi e colpisce le regioni e le province. Il Pd è impegnato per cambiarla e introdurre misure per la formazione delle giovani generazioni perché come ha detto il Premier islandese, bisogna mettere in sicurezza i bambini e le giovani generazioni”.

Maurizio Giacometti

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Nuovo Ministro per il Federalismo, nuova critica da parte del PD

Firma del Quirinale al decreto che nomina, su proposta del Presidente del Consiglio, l’Onorevole Aldo Brancher Ministro senza portafoglio per l’Attuazione della riforma federale.
“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente le sue leggi e di esercitare le mie funzioni nell’esclusivo interesse della Nazione”, con queste parole Brancher ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano.
Alla cerimonia hanno presieduto, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini. Per il Governo erano presenti il permier Silvio Berlusconi, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Il Pdl ha deciso di nominare un nuovo Ministro la cui competenza andrà a riguardare il processo del federalismo messo in atto dal Governo e voluto in particolare dalla Lega.
Non mancano alcune polemiche riguardo la nomina di un altro Ministro. Queste vengono rivolte anche dal responsabile degli Enti locali del Pd, Davide Zoggia, il quale sostiene “La nomina del Sottosegretario Brancher a ministro per il Federalismo è una inutile duplicazione di poltrone e un affronto agli italiani a cui vengono chiesti dal Governo enormi sacrifici”. Secondo l’esponente del Pd la nomina di un Ministro per il Federalismo è solo uno escamotage per aggirare i possibili malumori della Lega, la quale ha visto mettersi in crisi il Piano di attuazione del Federalismo a causa delle misure prese con la Manovra finanziaria.

Costanza Tistarelli

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Fiat-Pomigliano: Bersani un accordo con problematiche, lavoratori un accordo sbagliato


Continuano le polemiche sull’accordo raggiunto dalla Fiat e dai sindacati su Pomigliano.
Il partito Democratico ha espresso un parere favorevole all’accordo, ma il suo Segretario, Pier Luigi Bersani, ha voluto sottolineare come questo presenti degli elementi problematici.
Il Segretario del Pd ha ribadito come il caso Pomigliano sia una particolarità all’interno della nostro Paese, essendo un caso di ricollocazione dalla Polonia all’Italia. L’accordo raggiunto non è stato rinnegato dal suo partito ma secondo quanto detto non può neanche essere preso come modello, perché appunto presenta delle criticità.
Secondo Bersani l’auspicio è quello che l’investimento della Fiat nella produzione di Pomigliano venga mantenuto e che i .lavoratori chiamati a votare, nel referendum del 22, approvino il patto per giungere ad inquadrare possibili sviluppi futuri nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori che la costituiscono.
Sembrano diverse le intenzioni degli operai della Fiat i quali non vedono rispettati i loro diritti nell’accordo raggiunto tra l’azienda e i sindacati. Questo è quanto emerge anche dalla dichiarazione di Giorgio Cremaschi, della Fiom, “Qualsiasi cosa dica il referendum truffa” – osserva – “ è chiaro che quell’accordo è bocciato dai lavoratori e che la Fiat ha semplicemente sbagliato scegliendo una strada che invece che alla collaborazione porta al conflitto ovunque. Sono ancora in tempo a rivedere le loro posizioni perché l’accordo di Pomigliano è già morto”.
Intanto i lavoratori di Pomigliano trovano il sostegno dei lavoratori delle Carrozzerie e della Powertrain di Mirafiori che hanno scioperato. Secondo la Fiom l’adesione è stata molto elevata e più di mille operai sono usciti in corteo. Vittorio De Marino, portavoce della Fiom di Mirafiori ha detto “Tutti vogliono lavoro, ma a condizioni civili. C’é stata una grande manifestazione, la Fiat non può non tenerne conto”.

Costanza Tistarelli

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DRAGHI FIDUCIOSO SULLA SITUAZIONE ITALIANA, PRESTO VERRANNO RESI NOTI I RISULTATI DEGLI STRESS TEST

Mario Draghi, Governatore Banca d'Italia

La Banca d'Italia

ROMA – 18 Giugno 2010
“I Paesi con buone banche – sostiene Draghi – hanno tutto da perdere da questo contagio e da non rivelare quale è esattamente la situazione. Gli stranieri vogliono sapere cosa stanno acquistando”. A parere del Governatore, inoltre, “non rivelare esattamente la situazione é la maggiore fonte di incertezza in Europa”. “Bisogna essere trasparenti con i clienti”, ha concluso il numero uno di Banchitalia. Trasparenza e correttezza che l’Italia può sfoggiare in bella mostra, attirando investitori dall’estero e, di conseguenza, denaro fresco che alimenta la nostra economia.

Prosegue il governatore Draghi: “Sono lieto di vedere che in Europa man mano sta maturando il consenso sulla pubblicazione degli stress test, e sicuramente lo faremo anche in Italia. Abbiamo tutto da guadagnarci”. Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, aprendo un convegno in via Nazionale e precisando che “bisogna essere trasparenti con i propri clienti, che vogliono sapere dove investono, quali titoli acquistano, e dove depositano il proprio denaro”. La situazione italiana resta sulla scia della recessione globale, occorre perciò utilizzare la trasparenza bancaria come arma contro la crisi. Mostrare la solidità del Paese è un eccellente toccasana atto a potenziare l’uscita dall’impasse della crisi economica.

Maurizio Giacometti

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I COMUNI ITALIANI SCENDONO IN PIAZZA IL 23 CONTRO LA MANOVRA

Tremonti e Berlusconi

Sergio Chiamparino, Presidente ANCI

ROMA – 18 Giugno 2010

Sono in molti in Italia ad essere scontenti della manovra anti-crisi e fortemente contrari a d essa. I Sindaci degli oltre 8000 comuni italiani si mobilitano contro la manovra economica ed annunciano che se non saranno riconvocati dal Governo al piu’ presto per rimodularne l’azione, scenderanno in piazza il 23 Giugno manifestando davanti al Senato in coincidenza con la Conferenza Stato-città che deve discutere delle proposte di emendamenti avanzate dall’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani. Determinati a sbloccare una situazione che giudicano ”estremamente preoccupante”, al termine del direttivo dell’associazione convocato ad hoc sulla manovra, sono anche saliti al Colle ed hanno incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L’incontro che si e’ svolto nello studio privato del presidente e’ durato circa un’ora. Napolitano – secondo quanto ha riferito il Presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, ‘’si e’ dimostrato estremamente attento e particolarmente sensibile alle esigenze dei Comuni. Mi pare di potere dire che le nostre richieste siano state recepite dal presidente, il quale – ha aggiunto il sindaco di Torino – ha nella sua normale attivita’ colloqui con il governo e le rappresentanze politiche”. ”Il presidente – ha detto ancora Chiamparino – ci ha rafforzato nella nostra convinzione che i Comuni sono l’anello indispensabile alla catena che collega rappresentanze della politica, istituzioni e cittadini e ci ha sollecitato a spiegare bene al governo quali potrebbero essere le conseguenze della manovra sui Comuni”.

Maurizio Giacometti

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TLC: ROMANI STRINGE SU RETE FIBRA OTTICA E CONVOCA GLI OPERATORI IL 24

Renato Soru, presidente Tiscali

Paolo Romani, vice ministro Sviluppo Economico

ROMA – 18 Giugno 2010

L’appuntamento è fissato per il 24 Giugno alle 18, quando “si aprirà uno straordinario percorso di innovazione del Paese”. E’ con questo obiettivo che il viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha finalmente chiuso il cerchio e convocato il tavolo per le reti di nuova generazione in fibra ottica, chiamando alla sede del Ministero non solo gli operatori alternativi, ma anche Telecom Italia, per “parlare della possibilità di realizzare una grande società delle infrastrutture di rete”. Con questa convocazione, attesa ormai da settimane, Romani risponde alle sollecitazioni arrivate da Vodafone, Wind e Fastweb, che ai primi di Maggio avevano annunciato il piano per la costituzione di una società della fibra per realizzare un’unica rete. Nell’occasione i tre operatori, a cui in seguito si è aggiunta anche Tiscali, avevano invitato a partecipare Telecom Italia e Cassa Depositi e Prestiti, chiedendo al Governo di assumere un ruolo proattivo anche attraverso la convocazione di un tavolo.

Se Cdp si è detta disponibile a valutare la proposta, Telecom, nel frattempo, è invece andata avanti sulla propria strada, presentando un progetto che punta alla realizzazione di una rete in fibra che coprirà il 50% della popolazione entro il 2018. Romani si è detto “abbastanza fiducioso”, visto che “sono già stati sciolti tanti nodi e conservatorismi”, ma non ha nascosto che “ci saranno difficoltà e la difesa di posizioni acquisite, come “è naturale che sia”. Uno dei temi ‘caldi’ sarà senz’altro quello dello switch-off. Sono in molti a pensare, e il presidente di Tiscali Renato Soru é uno di questi, che per rendere sostenibile l’investimento sia necessario obbligare i clienti al passaggio dal rame alla fibra, così come è stato fatto per il digitale terrestre: “E’ il tema, su di esso si gioca l’investimento”, ha riconosciuto Romani, aggiungendo però: “Non ho nessun tipo di soluzione”.

Maurizio Giacometti

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POLEMICA DDL INTERCETTAZIONI, BERLUSCONI DICE NON E’ VERA DEMOCRAZIA LA NOSTRA

Luca Palamara, Presidente ANM

Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

ROMA – 16 Giugno 2010

Berlusconi a tutto campo si sfoga riguardo le polemiche roventi sul Ddl intercettazioni e lamenta l’impossibilità di esercitare un governo efficace sul Paese impastoiato da norme superate e faziosità politiche. “Sento che ora si parla di mettere in calendario per il mese di Settembre il Ddl intercettazioni. Poi bisognerà vedere se il Capo dello Stato vorrà firmarlo e poi quando uscirà ai PM della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte Costituzionale che, secondo quanto mi dicono, lo boccerà” ha detto il Premier Silvio Berlusconi parlando all’assemblea di Confcommercio.

.”Ci abbiamo messo quattro mesi per fare una legge che afferma un diritto fondamentale alla nostra libertà. Abbiamo sentito tutti: questi, quegli altri, Magistrati, stampa. Poi il CdM ha varato la Legge sulle intercettazioni che è stata 11 mesi alla Camera e 12 e mezzo al Senato, e ora sento che si parla di metterlo in calendario per Settembre” ha detto ancora il premier Silvio Berlusconi parlando all’assemblea all’Auditorium della Conciliazione. Continua il Premier il suo intervento: “Questa non è vera democrazia, non c’é la tutela della libertà di parola”. Invoca quindi maggiori poteri ed una radicale riforma della Costituzione: “Bisogna riformare la nostra Costituzione”: lo afferma Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento all’Assemblea di Confcommercio e sottolineando la necessità di “riformare profondamente le Istituzioni del nostro Paese”. “L’architettura istituzionale” creata da nostri Padri costituenti “risentiva della dittatura” e di conseguenza il Presidente del Consiglio ha “pochi poteri” ribadisce il Premier.

Maurizio Giacometti

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