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HO VOGLIA DI TE

Dopo aver trascorso due anni in America per dimenticare Babi, allontanarsi dalla madre e cercare di non pensare più alla morte del migliore amico Pollo, Step torna a Roma, consapevole che tutto può ricominciare da un momento all’altro. Per uno stupido imprevisto, conoscerà l’estroversa e esuberante Gin, una ragazza che in una delle ultime scene del film, si scopre che seguiva già da molto tempo Step ed era stata da sempre innamorata di lui. I due vivranno una storia d’amore fatta di alti e bassi, ma quando Step viene invitato ad una festa con i vecchi amici, incontra di nuovo Babi, cresciuta e bellissima, che lo porta nelle vicinanze del luogo della loro prima volta. Step tradisce Gin, ma alla fine, dimostrandole di amarla davvero, riesce a farsi perdonare con una meravigliosa foto di un loro bacio davanti la casa della ragazza. Il film presenta alcune sostanziali differenze e omissioni con il romanzo.
All’inizio del film non viene menzionato l’incontro di Step con la hostess sull’aereo e il successivo rapporto in albergo.
Step incontra Gin all’incirca dopo un mese dal suo ritorno, non la prima sera come menzionato nel film.
Il padre di Babi non ha un’amante, la moglie ha continui sospetti ma in realtà il marito va semplicemente a giocare a biliardo nelle sue uscite serali. Marcantonio ed Eleonora stanno insieme alla fine del film.
Non vi è alcuna menzione del rapporto di amicizia che c’è tra la madre di Step e Gin. Non viene menzionata la nuova fidanzata del padre di Step.
Nel libro il ragazzo con cui Daniela vorrebbe perdere la verginità è Chicco Brandelli, nel film si tratta di un’altra persona.
Nel libro non c’è alcun riferimento alla moto di Pollo mentre nel film Step gareggerà per riaverla.

Divina Recchia

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YES MAN

Carl Allen ha trovato per caso il modo di scrollarsi di dosso la depressione derivante da un divorzio e da un lavoro senza alcuna prospettiva : vivere qualsiasi cosa la vita ci offra e rispondere sempre di sì. Un salto nel vuoto con l’elastico? Sì. Offerte telvisive ” chiama subito”? Sì. Imparare il coreano? Sì. Prendere il primo volo per una qualsiasi destinazione? Sì. Riuscire ad avere una storia con la ragazza dei sogni? Sì. Far morire dal ridere i fan con un’avventura spensierata e divertente? Sì. Usando ogni singolo osso delsuo fisico agile e ogni singolo muscolo della sua faccia mobilissima e divertente. Jim Carrey interpreta Carl in una Yescappatella nel mondo delle possibilità che la vita ci offre, specialmente se tra queste possibilità c’è quella di vivere una storia d’amore con una musicista affascinante e dallo spirito libero. Dal regista ” Ti odio, ti lascio, ti …” e ” Ragazze nel pallone” un film che è un invito a scoprire il divertente potere di dire sempre di sì. Nel film sono presenti numerosi riferimenti al mondo del cinema. Nelle scene iniziali il protagonista, tornato a casa, guarda alla TV il film horror Saw – L’enigmista. Più di un riferimento viene fatto al film 300. Nel corso del film vi sono anche vari riferimenti alla saga di Harry Potter, in modo particolare alle opere cinematografiche. David Heyman, uno dei produttori del film, ha lavorato anche alla produzione dei film sul maghetto. Inoltre nella scena iniziale del film si fa riferimento al film Transformers.
Vari sono anche i riferimenti al mondo musicale. La canzone cantata da Carl all’uomo suicida è Jumper dei Third Eye Blind.

Divina Recchia

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SOLO UN NOME: TIFFANY

Originalità e unicità sono le qualità che distinguono Tiffany,protagonista della storia del lusso. La parola Tiffany suona come un soffio di eleganza, profuma di lusso e glamour. Ma non c’è niente di solo effimero nella fama che il brand americano si è costruito in oltre un secolo di vita: ci sono contenuti importanti,valori eccezzionali,sviluppi tecnici e reativi che hanno segnato la storia della gioielleria nel mondo. Anche nel poster del film ” Colazione da Tiffany”. Holly è una giovanissima ragazza di grande fascino e spontaneità, per vivere fa la prostituta d’alto bordo e chiama le sue prestazioni “fare la toeletta”. Questa sua attività le permette una vita mondana e la frequentazione dell’alta società e per risolvere definitivamente i suoi numerosi problemi economici, è decisa a rinunciare all’amore sposando un uomo ricco, che la renda soprattutto felice materialmente regalandole gioielli dell’amato negozio Tiffany. In un contesto cinematografico tanto incantevole quanto potenzialmente artificiale, Tiffany compare al collo della protagonista con una gemma che rappresenta tutto l’autentico “peso” del marchio. Si tratta del Tiffany diamond di 128,54 carai, uno dei più grandi al mondo,dotato di una caratteristica unica, lo specchio colore fancy yellow. E’ una pietra originale e diversa dai tradizionali diamanti bianchi,con una qualità di stile che la rende più unica delle uniche. Ma non si tratta di un oggetto da museo perchè il suo charme si rinnova nella fancy collection che Tiffany& Co. sta presentando nelle sue boutique di tutto il mondo. Solitari,pendenti e orecchini con yellow diamonds che aggiungono una parola inedita e sempre più esclusiva al già lungo e affascinante racconto dela Maison.

Divina Recchia

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IL CODICE DA VINCI

Esiste un segreto che può far crollare 2000 anni di dogmi. Il best seller internazionale di Dan Brown prende vita il film ” Il codice da vinci”, diretto da Ron Howard con la sceneggiatura di Akiva Goldsman. Lo studioso di simboli Robert Langdon e la crittologa Sophie Neveau sono coinvolti in un’avvincente indagine per svelare il colpevole di un misterioso omicidio. Sarà una corsa alla verità che li porterà dalla Francia all’Inghilterra,alla scoperta di una potente società segreta che fin dai tempi di Cristo protegge un immenso segreto: il più grande della storia dell’Umanità. Un thriller eccezionale,reso ancora più straordinario dalle grandi interpretazioni di Sir Ian McKellen,Alfred Molina e Jean Reno. Il film inizia con l’omicidio del curatore del Louvre, Jacques Saunière, a Parigi, per mano di uno strano monaco albino appartenente all’ Opus Dei. Lo studioso di Simbologia, il professor Robert Langdon, viene a sapere dell’omicidio, e, condotto al Louvre, viene interrogato, poiché ritenuto colpevole della morte del Curatore. Successivamente, si passa a narrare di un’antica e misteriosa società segreta nota come Priorato di Sion (di cui faceva parte Sauniere), che nasconde un segreto che potrebbe compromettere i fondamenti stessi del Cristianesimo, nella versione tramandata dalla Chiesa cattolica. Robert Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso, e successivamente anche dallo studioso Sir Leigh Teabing, dovrà ripercorrere attraverso indizi nascosti in importanti opere d’arte, enigmi e misteriosi nemici, il percorso del Santo Graal, uno dei più grandi misteri dell’umanità.

Divina Recchia

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CHOCOLAT

“Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva.” E’ martedì grasso quando a Lansquenet, sonnacchioso villaggo della provincia francese, arrino Vianne Rocher e la giovane figlia Anouk. La donna è simpatica e stravagante, affascinante e misteriosa. Apre una piccola pasticceria che subito appare al giovane curato, Francis Reynaud, un elemento di disordine, una minaccia per la quaresima dei suoi 200 fedeli, ai quali impone una linea di intransigente austerità. Creatura solare, un po’ strega e un po’ maga, Vianne infrange le regole e arriv al cuore dei paesani: la sua arma vincente sono gli irresistibili dolcetti che con arte magistrale confeziona e offre a chiunque entri nella sua bottega, smussando così diffidenza e ostilità. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più ribelle ma soprattutto più felice. Un romanzo pieno di vita, frizzante e divertente, ricco di personaggi indimenticabili e ricette paradisiache. Vianne Rocher, protagonista di travolgente simpatia, ha avuto sullo schermo il volto di Juliette Binoche nel film di Lasse Hallstrom, che al pari del romanzo ha riscosso grandissimo successo. Cioccolato per evadere, cioccolao per ribellarsi, cioccolato per sconfiggere la quotidianità, da usare come grimaldello per aprirsi una porta verso i piaceri della vita. La scrittrice ringrazia di cuore tutti coloro che l’hanno aiutata nel rendee possibile questo libro: alla sua famiglia per il sostegno e per l’incoraggiamento un po’ perplesso, a Kevin per essersi sobbarcato tutto il lavoro burocratico, a Anouchka per averle prestato Pantoufle. Ringrazia anche la sua agente Jennifer Luithlen e a Laura Grandi, e a tutti quelli della Garzanti per averla aiutata a essere accolta così calorosamente. E infine un grazie speciale all’autore-collega Cristopher Fowler per aver acceso le luci.

Divina Recchia

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IL BRADIPO SID E IL SUO ALTER EGO

Claudio Bisio, l’attore che presta la voce al personaggio più divertente dell’Era Glaciale. E pensare che all’inizio non era affatto convito di volerlo fare …
Se sentite , siete vicini a Sid senza dubbio. Il bradipo imbranato e maldestro con la “s” moscia è il personaggio più simpatico della saga preistorica e nella versione italiana ha la voce di uno dei più bravi e divertenti comici italiani, Claudio Bisio. Ormai non si riesce più a immaginare Sid senza sentire la sua voce. Pensava a un bradipo come a un animale lento,che parla poco e dorme tutto il tempo, invece si è trovato a doppiare un personaggio che è logorroico quasi quanto lui. Bisio dice, che con il piccolo Sid ha avuto un ostacolo iniziale: quel difetto di pronuncia della “s”. Poi si è scoperto, solo più tari, che era un difetto del dppiatore nella versione originale. Quell’imperfezione è diventata poi la principale caratteristica del personaggio. La scena preferita di Bisio nel film, è il momento in cui Buck spiega cosa gli è capitato, un racconto leggendario e glorioso che alla fine si rivela incredibilmente esagerato. E’ una scena divertente e anche poetica. L’attore è stato bravo, in quanto non ha citato il suo personaggio. Sid a un certo punto del film fa il mammo, e anche Bisio non se la cava male con i suoi figli, ormai adolescenti, con cui gioca a tennis. Presto uscirà un suo nuovo film ” Benvenui al sud” che non è nient’altro che il remake del film francese ” Giù al Nord” In questo film si gioca sul dialetto che non si capisce: infatti Bisio ammette che quando gli altri parlavano in napoletano stretto, lui aveva bisogno a sua volta del doppiaggio….

Divina Recchia

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IN BILICO TRA HORROR E FILOSOFIA

Una storia che pone domande difficili. E’ ” The box”, estivo ma non troppo. Gli statunitensi a volte riescono a coniugare gli opposti, il senso dello spettacolo e una certa predisposizione verso le grandi domande sulla vita li portano a realizzare film che stanno a un centimetro dal cattivo gusto e dalla baggianata, ma che ci arrivano in mezzo agli occhi come saette. Osano,immaginano l’impossibile, spesso precipitano, ma qualche volta arrivano dove un raffinato regista europeo, troppo preso da filosofici problemi di stile, non arriverebbe mai. Con ” The box” resterete chiusi nella scatola dell’angoscia per un paio di ore, ma qualcosa alla fine rimarrà, qulcosa sucui tornare e riflettere a bocce ferme. Il punto di partenza della storia, tratta da un racconto di Richard Matheson, è semplice ed emblematico come tutte le proposte indecenti: un tizio, orrendamente sfiguarato da un fulmine ma gentile come un notaio, suona il campanello di una bella famigliola americana per offrire una scatola con un buffo pulsante rosso. Premere quel pulsante significa due cose: un uomo da qualche parte del pianeta morirà, un milione di dollari saranno consegnati in contanti alla famigliola. Ventiquattro ore di tempo per decidere, arrivederci e grazie. E’ il solito patto col diavolo: tu mi dai l’anima, io ti dò la felicità terrena. La famiglia e la sua scatola mefistofelica. Che fare? ripianare i debiti, assicurare un futuro agiato al marocchio, vivere una vita senza più preoccupazioni economiche, oppure invece rimanere pezzenti e ben saldi negli antichi valori morali? Il problema di questo tipo di patti con l’inferno è non riuscire ad adare avanti nella vicenda, mantenendo la corda tesa e vibrante. “The box” ci mette con le spalle al muro, ci spaventa con mascheroni terrificanti e incalzandoci con due o tre domande essenziali sulla nostra vita, di quella alle quali non vorremmo rispondere mai.

Divina Recchia

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Andria.Allarme per un incendio in fabbrica di biancheria

Molte volte sembra di essere sulla scena di un film,ma quello che è successo la scorsa notte.ad Andria, è realtà.

Molte squadre dei vigili del fuoco sono accorse da Bari, Molfetta e Barletta, ed hanno lavorato alacremente per tutta la notte al fine di  domare  un incendio, che  e’ divampato  nell’azienda Marzotex, in via Barletta, ad Andria.Le cause dell’incendio sono ancora ignote.

 Le fiamme si rapidamente espanse per tutto il capannone di circa 600 metri quadrati, in cui c’è la sede di un esercizio commerciale di vendita all’ingrosso e al dettaglio di biancheria e tappeti.

I danni e le perdite economiche sono pesanti,proprio in una zona che ha bisogno di crescita e sviluppo.Si auspica l’individuazione  del responsabile di questo atto vile.

Gennarino Perciballi

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Cinema.Domani Dylan Dog a Giffoni Film festival

Domani, nell’ultimo giorno della rassegna, verranno proiettate, in anteprima mondiale ,le prime immagini della pellicola del film di Dylan Dog,proprio per la chiusura della quarantesima edizione del Giffoni Film Festival .

Il film è diretto da Kevin Munroe e interpretato da Brandon Routh,che è già stato protagonista di ‘Superman Returns’, e descrive   un Dylan Dog  oramai stanco di zombie e vampiri,che va   in pensione prima del solito.

Tuttavia Dog dovrà agire di nuovo per interpretare  le iscrizioni poste  su un antico manufatto che può cancellare definitivamente tutta  l’umanita’.

Il  film,all’inizio, doveva uscire in Italia   il prossimo 29 ottobre,ma purtroppo c’è stato un rinvio  al 2011.

Gennarino Perciballi

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Bologna.Ragazza aggredita da due uomini ubriachi

Erano ubriachi ed hanno iniziato a dare fastidio ad una ragazza.Un amico di questa ha cercato di difenderla ma è stato preso a pugni .Una volta sopraggiunti i poliziotti,i due balordi si sono scagliati anche su di loro.

Sembrano scene da film,ma in realtà tutto questo è accaduto  la scorsa notte in Piazza Verdi, nella zona universitaria di Bologna, dove sono stati arrestati,  dalla polizia, un trentaquattrenne di Nuoro, Fabrizio C., e un trentunenne di origine brasiliana, Wiltemberg M., entrambi con precedenti.

La rissa è divampata verso l’una e trenta,quando   i due ,ubriachi, hanno iniziato ad inveire contro una ragazza  di 24 anni,  in compagnia di due amici e con il proprio cane al guinzaglio.Uno dei due balordi,non tollerava l’animale,perchè,  a suo dire lo aveva morso a un piede.

Purtroppo la rissa non si è placata con l’arrivo dei poliziotti,anzi uno di essi è rimasto ferito alla mano destra  e ne avrà per sei giorni.

I balordi sono stati arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, e  denunciati anche per molestie e percosse alla ragazza e al suo amico.

Gennarino Perciballi

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