THE TERMINAL
New York, Stati Uniti. Viktor Navorski (Tom Hanks), è un cittadino di una (immaginaria) nazione dell’Europa dell’est, la Krakozhia. Quando atterra a New York, scopre che nella sua nazione è avvenuto un feroce colpo di stato, proprio mentre si trovava in aereo, diretto verso l’ambita America. Costretto a sostare nell’aeroporto “John Fitzgerald Kennedy”, con un passaporto ormai privo di validità, Viktor si vede negato il visto d’entrata per gli Stati Uniti e anche la possibilità di far ritorno a casa, dovendo quindi restare all’interno del terminal dedicato ai voli internazionali, senza possibilità di varcare la frontiera. Con il passare dei mesi, Viktor scoprirà a poco a poco il mondo del terminal, pieno di personaggi originali ed inaspettate manifestazioni di generosità, divertimento e, perfino, romanticismo. Si sviluppa, quindi, la storia di una persona che si adatta a vivere in un nonluogo, che per la maggior parte delle persone è solo un punto di passaggio, imparando l’inglese, facendosi accettare e stringendo delle relazioni con le persone che lavorano nell’aeroporto, fino a trovare anche l’amore per una dolce hostess, Amelia Warren. Il film è ispirato alla storia vera del rifugiato iraniano Mehran Karimi Nasseri: giunto nel 1988 all’aeroporto di Parigi “Charles de Gaulle”, dopo essersi visto rifiutare il visto di ingresso dall’Inghilterra a seguito del furto del suo passaporto, le opportunità offerte dalle autorità francesi furono due: il rimpatrio o la permanenza in Francia. Mehran Karimi Nasseri ha vissuto nel “Terminal 1″ dell’aeroporto della capitale francese sino ad agosto 2006. Sembra che Steven Spielberg abbia versato all’iraniano migliaia di dollari per poter portare sulla scena la sua storia.
Divina Recchia











