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Tre italiani su quattro scelgono l’acqua del rubinetto

Quando arriva il caldo torrido,si sa,la quantità di  acqua bevuta è maggiore.  Da uno studio è  emerso che 3 italiani su 4 (ben il 74% ) di solito,bevono  acqua del rubinetto,sia  trattata che  non.

La ricerca è stata svolta su una fascia di individui di  dai 18 anni in su. Inoltre,  il 71,1% la beve negli alberghi, bar o ristoranti. Quindi  le campagne recenti per sensibilizzare la popolazione hanno avuto esito positivo .

Infatti ,soprattutto i giovani , sono sempre più consci delle grandi potenzialità dell’acqua del territorio, che,permette un non indifferente risparmio economico e consente la flessione concreta dell’inquinamento derivante dal trasporto e allo stoccaggio dell’acqua in bottiglia.

Ovviamente,poi,l”acqua potabile  è sempre disponibile, e costa pochissimo(si pensi che l’acqua del rubinetto costa dalle 300 alle 1000 volte meno rispetto a quella  in bottiglia).

Ciò è rilevante,soprattutto nell’attuale momento di crisi economica.

Gennarino Perciballi

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Istat.Il reddito delle famiglie diminuisce ancora

Il reddito delle famiglie italiane diminuisce ancora. Gli effetti della crisi economica si vedono,e come. I dati Istat parlano chiaro,infatti nel primo trimestre di qust’anno, le famiglie italiane registrano una riduzione del risparmio e del reddito.Più specificamente, il reddito disponibile delle famiglie diminuisce dello 0,2% rispetto al  trimestre precedente.

Nel primo trimestre del 2010, la propensione al risparmio delle famiglie (ossia il rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile) è arrivata al 13,4 per cento, diminuendo di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2009.

Da notare,poi, che la spesa delle famiglie per consumi finali  è diminuita dello 0,7% rispetto all’ anno prima ma è aumentata dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel medesimo periodo, il potere di acquisto delle famiglie, vale a dire il reddito disponibile in termini reali, è sceso dello 0,5% in confronto al trimestre precedente.

Gennarino Perciballi

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PAESI INDUSTRIALIZZATI: SI PREANNUNCIA UN FUTURO NERO

periodo nero per i Paesi industrializzati

Per la maggior parte dei Paese industrializzati e sviluppati che, pur avendo accumulato un ingente debito , non hanno mai deciso di abbandonare il proprio tenore di vita sembra proprio preannunciarsi un futuro nero.

La soluzione? L’unica possibile è sicuramente quella di cambiare rotta!

Infatti, alcuni studi, passando al setaccio i conti di tutti i principali Paesi industrializzati, considerando il debito pubblico, quello delle imprese e anche delle singole famiglie, hanno rilevato che la situazione cui si sta assistendo e veramente molto grave.

Il vero problema partirebbe proprio dal Governo e dalle Istituzioni.

Tali figure, infatti, sembrano ricorrere a soluzioni irrisorie senza però mai prendere seriamente in considerazione l’idea di voltarsi e capire che è giunto il momento di rivoluzionare tutto l’assetto politico e tutte le teorie di pensiero.

Se infatti ancora oggi, a distanza di più di 3 anni di crisi economica, ci s trova ancora in una fase di stallo un motivo ci sarà!

La vera conclusione è che la montagna di passivo a raggiunto livelli così alti che, per molti Paesi, soprattutto quelli che si ritrovano alle prese con l’invecchiamento della popolazione, potrebbe essere tardi anche la stessa soluzione di decidere di invertire la rotta…

Si tratta di una situazione davvero triste e a dir poco disastrosa che vede coinvolte anche le più grandi potenze europee, Paesi che da sempre hanno rappresentato l’industrializzazione e la ricchezza…

Adesso la vera domanda è una: ma, di questo passo, dov’è che andremo a finire?

Paola Di Giovanni

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NEL MONDO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE SI AVVERTE UNA RIPRESA MA NELL’OCCUPAZIONE NO

crisi e disoccupazione

Negli ultimi mesi si è verificato un robusto aumento della produzione industriale seguita da una crescita moderata dell’inflazione al consumo.

In Marzo e Maggio, infatti, ha segnato aumenti fino al 7% superando poi anche il 9% a giungno.

Dal suo canto, l’inflazione ha presentato un tasso minimo nel mese di luglio 2009 per poi risalire lentamente fino all’1,3% a giugno.

Sono questi dei valori perfettamente in linea con quelli che erano gli obiettivi di stabilità dei prezzi.

Si sta assistendo ad una ripresa molto lenta in cui i prezzi vanno piuttosto bene ma, nota dolente, l’occupazione no!

Infatti, se il repentino deprezzamento dell’euro sta contribuendo a rafforzare la previsione dal lato della quantità prodotta dall’altro sta penalizzando la domanda interna ed, in particolar modo, i consumi delle famiglie italiane.

L’aumento delle importazioni è in forte crescita e, quest’anno, probabilmente supererà il 6% a danno del lavoro nel nostro paese. Tali prospettive, infatti, si mostrano totalmente sfavorevoli all’occupazione.

Dunque il modello della ripresa italiana, ed in generale europea, risulta essere di tipo export-led e la compressione dei consumi delle nostre famiglie è quello strumento necessario a tenere bassa l’inflazione.

Insomma la situazione è veramente critica, ma questo lo sapevamo già!

Però c’è da dire che è davvero difficile andare peggio di così…

Non ci resta che aspettare e sperare che le cose migliorino al più presto.

Paola Di Giovanni

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Il “Partito Migliore” conquista l’Islanda: l’anarchico Jón Gnarr sindaco di Reykjavik

Jón Gnarr, recentemente vincitore della poltrona di sindaco di Reykjavik , è un anarchico surrealista ed è stato eletto nella lista del Partito Migliore, un nuovo partito fondato pochi mesi fa da alcuni punk rocker islandesi in opposizione al sistema politico che ha  portato il Paese alla bancarotta con la crisi Icesave. Proprio il rifiuto di pagare i debiti che l’Islanda ha con le maggiori banche europee, in prima fila quelle inglesi e olandesi, è stato il punto principale del programma elettorale del Partito Migliore , che ha raccolto il 35% dei voti e ha anche  promesso asciugamani gratutiti in tutte le piscine della città, un orso polare per lo zoo locale e una Disneyland all’aereoporto. Il programma di lungo termine invece prevede  di estromettere i corrotti dalla vita sociale e politica, di eliminare la droga dal parlamento entro il 2020, , di raggiungere la completa eguaglianza tra i sessi, garantire trasporti e servizi odontoiatrici gratuiti per gli studenti.

“Nessuno deve preoccuparsi – ha detto – del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe “Partito Peggiore”, o “Partito Pessimo” e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere.” Jón Gnarr ha parlato al pubblico dal tetto di un edificio di Reykjiavik e ha anche annunciato di non essere disposto ad ammettere in coalizione chi non abbia visto tutte e cinque le serie di The Wire. Ha anche affermato che non onorerà nessuna delle promesse elettorali e che, mentre il resto del sistema politico è segretamente corrotto, il suo partito promette di esserlo apertamente. Il personaggio, il cui nome non dirà nulla ai lettori del nostro paese, è un comico molto noto in Islanda, e il progetto del Partito Migliore ha in brevissimo tempo raccolto lo scontento della popolazione cittadina raccogliendo il 34,7% dei voti.  Sarebbe possibile anche in altri paesi, tra cui l’Italia? L’esperienza di Grillo, pur con i dovuti distinguo, purtroppo non sembra essere stata sufficientemente forte da farci sperare. Ma è anche vero che la situazione della gestione dei media in Islanda e in Italia è di quanto più diverso si possa immaginare.

Pietro Costantino

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La riforma finanziaria di Obama passa alla Camera, ora atteso il voto del Senato

La Camera del Congresso degli Stati Uniti ha approvato la più grande riforma della inanza dagli anni ‘30, passando ora il voto al Senato che si pronuncerà  entro fine luglio. Secondo il presidente Obama la riforma “renderà il nostro sistema finanziario più trasparente: le transazioni complesse che in passato sono sfuggite al controllo saranno ora alla luce del sole. E metterà fine all’idea che una società è troppo grande per fallire e, quindi, può godere del salvataggio dei contribuenti”; esaltata anche la Volkcer Rule che obbliga le banche a non mettere a rischio i risparmi di milioni di americani. Per il segretario al Tesoro Timothy Geithner la “storica riforma” protegge sia i consumatori che gli investitori.

Lo speaker democratico della Camera Nancy Pelosi ha dichiarato che “la festa è finita” poco prima della votazione definitiva; ora l’attesa per il passaggio al Senato, dove i democratici da soli non hanno i numeri necessari per approvare la riforma dopo la morte del senatore Robert Byrd, si concentra su di un possibile accordo con i repubblicani, per ottenere i favori dei quali è stata stralciata dal testo originale della norma la tassa da 19 miliardi di dollari sull’industria bancaria: al posto di questa si prevede la conclusione prima del previsto del Trap.

Nei fatti la riforma prevede la creazione di un’autorità per la tutela dei consumatori all’interno della Fed, la possibilità chiudere o frammentare le società che pongono dei rischi sistemici, appunto quelle considerate ‘troppo grandi per fallire’ in quanto il loro crollo trascinerebbe con sè il resto del sistema economico, e un limite alla possibilità di accettare rischi delle banche. Dopo la prima riforma sanitaria della storia degli tati Uniti, Obama si gioca la propria credibilità con questa legge di stabilizzazione finanziaria in vista delle elezioni del 2012.

Pietro Costantino

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Usa: la Camera approva la Riforma finanziaria

Il Presidente americano, Barack Obama, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla riforma finanziaria proposta sotto la sua gestione “renderà il nostro sistema finanziario più trasparente: le transazioni complesse che in passato sono sfuggite al controllo saranno ora alla luce del sole, tutelerà la nostra economia da future crisi”. Inoltre ha detto che la riforma rappresenta una vittoria per gli americani che hanno subito i danni “dell’irresponsabilità e dell’impudenza” della speculazione finanziaria incontrollata.
La riforma è stata approvata alla Camera con 237 voti a favore e 192 contrari, ma la definitiva approvazione non arriverà prima di alcune settimane, perché forte è l’opposizione dei repubblicani. Al Senato i democratici hanno bisogno per far approvare la legge dei voti di rappresentanti repubblicani.
Nelle molte pagine della riforma sono contenute misure come l’abolizione della tassa, con entrate di 19 milioni di dollari, gravante sull’industria bancaria, sostituita però da un altro meccanismo alternativo per trovare il consenso dei repubblicani. Si prevede la creazione di un’autorità il cui scopo è la tutela dei consumatori, e sono stati preventivati più poteri alle Autorità federali per poter indagare e far chiudere società che con il loro agire mettono a rischio i risparmi degli investitori.
Nelle parole del Presidente americano si può capire l’importanza del rispetto delle regole del mercato finanziario “Il futuro economico dell’America dipende da un forte sistema finanziario in grado di fornire alle famiglie i capitali di cui hanno bisogno e di aiutare le imprese a crescere e assumere”.
Secondo il Segretario al Tesoro, Timothy Geither, la riforma proteggerà non solo i consumatori, ma anche gli investitori che immettono i loro capitali nel mercato azionistico.

Costanza Tistarelli

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Immigrazione.Molti romeni tornano in Italia per crisi

Quella romena rappresenta la prima comunità d’immigrati ,secondo Carlo Blangiardo, docente di demografia alla Bicocca di Milano e responsabile del settore statistico della fondazione Ismu , con  un milione e 126mila persone. L’aumento   è stato esponenziale, si pensi  che cinque anni fa, nel luglio del 2005, erano solo 437mila.

I romeni sono in Italia ,nella media ,da sette anni e l’89% di loro è occupato. E’ il settore edile dove  sono maggiormente occupati.

Ora si sta presentando un fenomeno chiamato ” immigrazione di ritorno ”.Molti romeni,infatti tornano in Italia,dopo essersene andati anni fa,per via della crisi  economica che sta imperversando in Romania.Ciò determina un ulteriore aumento del numero dei romeni in Italia, i dati parlano chiaro.

In base alle analisi di  Terteleac, attualmente ci sono due fenomeni paralleli,ossia un flusso di chi torna definitivamente in Romania e quello di chi  per la seconda volta ritorna in Italia. I due flussi sono quasi analoghi, tanto che negli ultimi mesi, il loro saldo è vicino allo zero. 

Gennarino Perciballi

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Dai primi di luglio, e a seguire, saldi in tutta Italia


Presto inizieranno i saldi in molte città italiane, un momento atteso dagli acquirenti per poter acquistare risparmiando e un momento atteso dai commercianti per poter vendere maggiormente la loro merce. Il calo delle vendite ha risentito non solo della crisi economica, come facilmente intuibile, della diminuzione del potere di acquisto delle famiglie italiane, ma anche del maltempo. Quest’ultimo, con le sue temperature inferiori alla norma stagionale, ha spinto molte persone a ritardare l’utilizzo di un abbigliamento leggero, estivo e di conseguenza anche il bisogno di acquistare nuovi capi per la diversa stagione non si è manifestato.
Le prime Regioni che attueranno la politica degli sconti, per incentivare le vendite, sono la Campania e la Basilicata a partire da venerdì due luglio, a seguire, il sabato: l’ Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Umbria.
In Toscana i saldi prederanno avvio il sette di luglio, mentre, in Sardegna l’otto, in Valle d’Aosta il dieci, in Trentino Alto Adige il quindici e per ultimo il Veneto il 17 di luglio.
Forti sono le aspettative dei commercianti i quali vorrebbero ottenere risultati economici migliori rispetto allo scorso anno, nel quale vi fu un calo delle vendite dell’1,6% in particolare delle calzature, del 2,9%. Quest’ultime, oltretutto, sono uno dei prodotti di eccellenza del made in italy.
Il Codacons ha pero rilasciato una dichiarazione dove sostiene che forse verranno registrati “acquisti stabili o in lieve calo rispetto a quelli del 2009, con una spesa per famiglia che si manterrà intorno ai 180 euro”.

Costanza Tistarelli

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Fiat: Pomigliano e Termini Imerese


Dopo il referendum a Pomigliano, che ha decretato il consenso della maggioranza dei lavorati sull’accordo della Fiat con i sindacati, in fabbrica si attende l’inizio della produzione della Panda, come promesso dall’azienda torinese.
Ieri alcune dichiarazioni dell’azienda, contenute in un comunicato stampa,lasciavano intravedere la possibilità della costituzione di una new company che riassumerebbe di nuovo i lavoratori della fabbrica.
Il Ministro del Lavoro Sacconi, intervistato sulla rete satellitare Sky, ha risposto come segue alla domanda su di un possibile mancato avvio della nuova produzione a Pomigliano “’No, assolutamente no, non ne vedo la ragione” ha poi continuato sostenendo che saranno ‘le parti firmatarie del contratto a verificare i vari passaggi” per l’attuazione del piano.
Intanto diversa è la situazione per gli operai della Fiat di Termini Imerese, per loro la produzione rimarrà bloccata fino al 30 di giugno. L’azienda torinese ha comunicato che dovrà fare ricorso alla cassa integrazione anche nell’ultima settimana del mese di luglio, precisamente a partire dal 26 di Agosto.
La crisi del settore automobilistico non colpisce direttamente solo i lavoratori della Fiat ma anche tutti i lavoratori delle aziende che ruotano intorno alle produzioni automobilistiche, il così detto indotto. Infatti, sono circa 600 gli operai legati indirettamente alla produzione della fabbrica di Termini Imprese che andranno in cassa integrazione.
Per chi è direttamente o indirettamente legato ai risultati di vendita della Fiat si auspica che il fatturato dell’azienda torni a crescere a breve, grazie ai minori effetti di una crisi economica che ancora fa sentire le sue conseguenze.

Costanza Tistarelli

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