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Milano.Spaccio di droga in discoteca,coinvolti anche due funzionari del Comune

Sono state emesse cinque  ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari  dal Tribunale di Milano.I provvedimenti restrittivi sono diretti nei confronti di tre  persone collegate alla proprietà delle note discoteche “Hollywood” e “The Club” per aver agevolato l’uso di droga,nonché di  un funzionario e un componente di una commissione comunale per concussione, corruzione e falsità materiale.

Il  pm Frank di Maio ha richiesto gli arresti (quattro quelli eseguiti),che sono stati eseguiti  dagli agenti della Squadra Mobile di Milano. Le indagini hanno avuto inzio nel maggio del 2007, ed hanno avuto ad oggetto sia  l’attività di  spaccio di cocaina dentro i locali notturni di corso Como,agevolata dagli arrestati,e sia episodi di concussione, corruzione e falsità materiale commessi dal funzionario comunale e dal componente la commissione per favorire i proprietari durante i controlli amministrativi.

L’”Hollywood” e  il “The Club” rappresentano  due luoghi fondamentali della movida milanese,e sono molto frequentati  da calciatori, modelle, personaggi televisivi e starlette. I locali sono stati sequestrati.

Gennarino Perciballi

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Sanità.5 arresti per dirigenti asl e imprenditori

 

La  maxi inchiesta iniziata anni fa dalla pm Desirée Digeronimo su un possibile intreccio tra politica e affari nella gestione della Sanità pugliese ha  dato un ennesimo risultato.Infatti sono state arrestate cinque persone, fra imprenditori e politici,  all’alba di questa mattina,dai carabinieri del Ros su ordine del gip Sergio Di Paola.

L’inchiesta è diretta anche nei confronti dell’ex assessore alle Politiche della Salute Alberto Tedesco, ora senatore del Pd. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per il padre della gestione dei rifiuti, Francesco Petronella e Michele Columella, rispettivamente titolare e legale rappresentante della Vi.ri, società che lavora nell’ambito dello smaltimento dei rifuti ospedalieri.

 Grazie ai dirigenti della Asl di Bari, Nicola Del Re e Filippo Tragni, anche loro ai domiciliari, nel 2009 sono riusciti ad ottenere un appalto da 5 milioni per la gestione dei rifiuti ospedalieri della Asl di Bari. In manette è finito anche Antonio Colella, ex capo dell’area patrimonio dell’Asl di Bari, rimesso  in libertà giorni fa ,in quanto coinvolto nell’indagine sul presunto giro di corruzione creato da Tarantini.

 Le  accuse mosse nei confronti dei  5 soggetti sottoposti agli arresti domiciliari sono, a vario titolo,di turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreti di ufficio e falsità materiale in atti pubblici.

Gennarino Perciballi

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Trenitalia.Appalti truccati,5 arresti

Numerose tangenti per gestire gare e l’affidamento ad imprese private,soprattutto napoletane, di appalti e altre lavorazioni inerenti la manutenzione, la rottamazione e,  ogni lavoro concernente carri e locomotive di Trenitalia spa.

I pm di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock,hanno esplicitato tale articolato meccanismo di corruzione , iniziando a  coordinare l’inchiesta su una presunta associazione per delinquere che riguarda ex dirigenti della società e imprenditori.

Gli appalti si aggirano  ad oltre 10 milioni di euro e, in vari casi,si è scoperto che  erano stati affidati con trattative private dirette e singole, irregolarmente, a imprese facenti capo a parenti di uno dei dirigenti della società pubblica.

Per ora le ipotesi di reato sono l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti in attività economiche.

Sono stati  arrestati  Raffaele Arena, ex dirigente responsabile del servizio manutentivo di Trenitalia, e Fiorenzo Carassai, ex responsabile di una sezione di manutenzione della società.In manette anche gli imprenditori napoletani Giovanni e Antonio De Luca, titolari della società ‘Fd Costruzioni’, impresa al centro dell’inchiesta. Disposti gli arresti domiciliari per Carmine D’Elia,considerato socio occulto di Arena.

Gennarino Perciballi

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Inchiesta G8.Anemone,indagini su documenti nascosti

Sono in corso le trattative  per l’interrogatorio del cardinale Crescenzio Sepe , indagato per concorso in corruzione nell’inchiesta Grandi appalti. Ieri,il legale del religioso, l’avvocato Bruno Von Arx, , ha avuto un colloquio con i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi.

Il legale ha affermato la disponibilità del cardinale Sepe a essere interrogato ma, preferibilmente, non in procura.

Tuttavia l’interesse dei magistrati,ultimamente si è spostata nuovamente sulla documentazione sequestrata a Diego Anemone. In particolare su quella mancante. In base alle intercettazioni telefoniche tra Stefano Gazzani, il commercialista che i pm definiscono “uomo chiave della gestione delle imprese Anemone” e Daniela Degan, segretaria del costruttore, si nota  che parte della documentazione potrebbe essere stata occultata.

Dalla telefonata emerge la preoccupazione di Gazzani per il fatto che i documenti acquisiti nell’ambito del procedimento per violazioni edilizie presso il Salaria Sport Village possano far scoprire alla polizia un connubio fraudolento tra Anemone e Balducci.

Gli investigatori, che da poco si sono appropriati degli gli hard disk dei due computer di Daniele, fratello di Diego Anemone, indagato per sfruttamento della prostituzione, hanno manifestato molto interesse per i documenti occultati dalla segretaria.

Gennarino Perciballi

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Bondi.Bloccati i fondi per Propaganda Fide

Lunedì mattina, il ministro Bondi,si è sentito con il direttore generale di Arcus e, in tensione per le notizie  sui finanziamenti pubblici concessi dal dicastero dei Beni culturali ai siti del Vaticano, sulle inchieste della Corte dei Conti e della Procura di Perugia sul palazzo di Propaganda Fide in Piazza di Spagna, a Roma, ha richiesto una  relazione dettagliata sull’attività dell’azienda privata controllata dal ministero del Tesoro .

Quattro finanziamenti di Arcus , richiesti e sottoscritti nel tempo dai ministri Lunardi, Rutelli, Buttiglione e quindi dallo stesso Bondi   erano rivolti su opere del Vaticano.

La Corte dei conti, ha rilevato anomalie sull’attività generale di Arcus, e specificamente proprio sui finanziamenti per progetti religiosi.

I magistrati di Perugia avevano accusato di corruzione l’ex ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e l’ex prefetto di Propaganda Fide, Crescenzio Sepe, puntando il dito  su quel  finanziamento da 5 milioni per il palazzo di Propaganda Fide:

Secondo l’accusa, tale finanziamento, è stato concesso per favori personali a Lunardi, che nel  Duemila era divenuto proprietario di un palazzetto appartenuto proprio a Propaganda Fi L’accusa sostiene che Lunardi acquistò tale palazzetto ad un prezzo di favore.

La Procura di Perugia, in questi giorni,lavorerà per comprendere alcune questioni controverse di questa  storia.

Gennarino Perciballi

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MONSIGNOR SEPE FIDUCIOSO SUL CORSO DELLA GIUSTIZIA, PIENA COLLABORAZIONE PER CHIARIRE LA VICENDA PROPAGANDA FIDE

Monsignor Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli

Pietro Lunardi, ex ministro Infrastrutture

CITTA’ DEL VATICANO – 20 Giugno 2010

Il Vaticano – per mezzo del suo portavoce Monsignor Lombardi – ha espresso oggi la sua “stima” e “solidarietà” al Cardinale Crescenzio Sepe, in “questo momento difficile”. “Anzitutto – ha detto Lombardi in una dichiarazione alla Radio Vaticana diffusa anche in Sala Stampa – desidero dire una parola di stima e di solidarietà per il Cardinale Sepe, in questo momento difficile”. “Il Cardinale Sepe è una persona che ha lavorato e lavora per la Chiesa e per il popolo che gli é affidato in modo intenso e generoso, e ha diritto ad essere rispettato e stimato”, ha aggiunto. Monsignor Sepe collaborera’ con la giustizia italiana ma ”bisognerà tenere anche conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti tra Santa Sede e Italia, che siano eventualmente connessi a questa vicenda”, ribadisce il portavoce della Santa Sede.

Ed è lo stesso Cardinale Sepe a rincuorare i fedeli: ”Non abbiate paura, siate fieri e coerenti di fronte all’identita’ dei cristiani, anche nel momento della sofferenza, perche’ dopo quel calvario ci sara’ la luce della resurrezione”. E’ questo il messaggio affidato all’omelia domenicale del Cardinale Crescenzio Sepe, che sta celebrando la messa nella chiesa di Sant’Onofrio dei Vecchi in corso Umberto a Napoli. Sono le prime parole pronunciate in pubblico dall’Arcivescovo dopo la notizia dell’avviso di garanzia per corruzione emesso nei suoi confronti dalla Procura di Perugia. Particolarmente sfortunata la Curia partenopea; dopo le tristi vicende che videro sotto i riflettori Monsignor Giordano, oggi tocca al suo successore affrontare una bufera giudiziaria. Stessa bufera che imperversa anche per l’ex ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, anch’esso coinvolto nelle inchieste legate agli appalti delle Grandi Opere ed ai cosiddetti giri di amicizie e di favori svelati dall’inchiesta sull’imprenditore Diego Anemone.

Maurizio Giacometti

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Deputato Udc mandava autista dallo spacciatore.

Deputato dell'Udc indagato per peculato.


Un’operazione antidroga ed un indagine risalente al 2004 dichiarano Salvatore Cintola, deputato regionale dell’Udc, indagato per perculato. Ha mandato il suo autista a comprare elevate dosi di cocaina. Il politico, 68enne, è tra i nomi della lista clienti di una rete di spacciatori palermiatini arrestati la notte scorsa. La sezione narcotici ha disposto l’arresto di 29 persone. Salvatore Cintola, mentre si trovava alla sede dell’assemblea regionale siciliana, Palazzo dei Normanni, avrebbe fornito precise disposizioni a segretaria e austista su come trattenere i rapporti con gli spacciatori. Se l’una rispondeva alle chiamate, l’altro raggiungeva il punto di spaccio con la stessa auto che portava il politico a lavoro. Nelle indagini, coordinate da Marcello Viola, procuratore sostituto, e Teresa Principato, aggiunto, sono emerse numerose intercettazioni sulle conversazioni telefoniche tra il pusher e la segretaria. Risale al 2004 l’irruzione dei poliziotti nella segreteria del politico, in cui furono ritrovati dieci milligrammi di cocaina.

Immediate le reazioni. Il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, suggerisce l’immediata espulsione del deputato Cintola al capogruppo all’Assemblema Regionale, Rudy Maira. L’episodio legato alla droga non sarebbe, però, l’unico motivo per cui il politico è invitato alle dimissioni: “Al di là dell’accertamento dei fatti, la condotta morale tenuta da Salvatore Cintola è opinabile già dal momento in cui molti suoi comportamenti non sono più in linea con il profilo del nostro partito”, afferma. La vicenda sembrerebbe emersa soprattutto con il supporto delle intercettazioni, e, al proposito, Cesa appoggia la protesta dei magistrati di scioperare, il prossimo 9 luglio: “Facciamo bene a difendere la possibilità dei magistrati di avvalersi delle intercettazioni, strumendo fondamentale per combattere la criminalità. Il deputato non è nuovo ad indagini che lo coinvolgono in scandali: le dichiarazioni di Massimo Ciancimino lo vedono corrotto in alcune tangenti pagate per i lavori in Sicilia.

Carmine Della Pia

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Inchiesta G8.Governo parte civile a Firenze.De Santis senza manette

Riprenderà il 17 giugno il processo per l’appalto della Scuola Marescialli dei carabinieri,in quanto rinviato perchè il presidente del collegio giudicante, Elisabetta Improta, si è  astenuta per incompatibilità, rinviando all’udienza di giovedì con un nuovo collegio giudicante.
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Nella breve udienza, è da notare che,l’avvocato dello Stato, Massimo Giannuzzi, ha affermato che la presidenza del Consiglio chiederà di costituirsi parte civile per danno all’immagine.La costituzione di parte civile è stata firmata addirittura da Berlusconi in persona. In aula era presente solo uno dei tre imputati, l’ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis,  arrivato in aula senza manette dopo lo scalpore destato  ieri quando gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno portato in aula in manette.

Secondo l’avvocato Giannuzzi  tali fatti hanno leso l’immagine dell’amministrazione, in quanto sono ascrivibili a funzionari in servizio presso un dipartimento della presidenza del Consiglio. Il danno  non si può quantificare, ma  l’immagine della presidenza è stata danneggiata.

Nell ‘inchiesta sui Grandi eventi sono coinvolti anche Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, l’avvocato Guido Cerruti e l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli.Balducci e De Santis sono in carcere dal 10 febbraio per corruzione.

Gennarino Perciballi
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Spunta la lista Anemone – circa 500 i nomi tra politici giornalisti e uomini dello spettacolo

l'ex ministro Claudio Scajola

Dal pc personale del discusso imprenditore Diego Anemone spunta un’interessante lista di nomi, poco meno di 500. Che comprende i settori più alti di varie professioni: architetti, giornalisti, politici, prelati, militari ecc.

Scajola, ovviamente compare più volte, cosi come la sua segretaria. Inoltre compare il nome di Bertolaso, capo della protezione civile.
Non mancano nomi del mondo dello spettacolo ben rappresentati dal regista Pupi Avati, dalla conduttrice del Tg5 Cesara Buonamici e dal produttore Andrea Occhipinti.

Si tratta di un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili affrontati dall’imprenditore negli uffici pubblici e appartamenti privati: Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola. Le due dimore di Guido Bertolaso e gli uffici della protezione civile.

Lunardi ha dichiarato che gli è capitato di utilizzare le imprese di Anemone, ma soltanto per marginali lavori nella sua casa di campagna nelle vicinanze di Parma. Dalle carte invece risultano invece che sono almeno tre gli interventi a vantaggio dell’ex ministro, oltre quello di Parma: i lavori di ristrutturazione nel palazzo di via Dei Prefetti; nella casa di montagna a Cortina d’Ampezzo; nell’ufficio di Via Parigi.

Scajola ha detto di non sapere chi fosse “questo Anemone”, (il “buon samaritano” che pagò, in nero, 900 mila euro per il suo appartamento al Colosseo). Dalle carte si scopre che i rapporti tra i due sia stato abbastanza diffuso: gli interventi in un appartamento in via Barberini e nel suo ufficio ministeriale in via Molise.

Emilio Moretti

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