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IL PROFUMO DEL FUTURO

L’espressione forse più pura della natura è il mondo dei fiori. Pensare che da loro derivano sentori che si fanno accordi, per poi diventare bouquets, quindi profumi, ha in effetti del miracoloso. La scelta di un profumo è emozionale. Da accessorio, completa l’apparire e svela l’essere. Pensare a un profumo del futuro? Non è affatto semplice. Le più interessanti e recenti sperimentazioni lo confermano. Basti prendere come esempio un tema forte come la seduzione. Le note,déjàvu orientali,diventano più intriganti,leggere e moderne grazie ai fiori. Il ritratto di una femminilità libera e imperturbabile è fedelissimo. E’ complicato raccontare un profumo: si può descrivere la forza evocativa di una rosa difficilmente si riuscirà a fare la stessa operazione con il sentore che emana. Sono tanti,a pensarci, gli odori/sentori che creano dipendenza. Se i fiori arredano, il profumo abbellisce l’ambiente,rasserena,influisce sull’umore. Divenendo un model enhancer che migliora lo stato d’animo generale. Profumi,essenze e moltiestratti derivati dalla natura possono fare davvero molto. E non solo allo spirito, ma favorisce persino gli incontri. Fa bene alla pelle,e gli esperti consigliano di usarlo ogni giorno. Il profumo del futuro è rivolto a chi lavora, sia a livello industriale sia artigianale, nel vasto mondo che riguarda la dimensione più impalpabile dei sensi: creatori di essenze per il corpo e accessori profumati per la casa, di cibi, vini e bevande, i negozi e la distribuzione, gli stilisti e le griffe di moda che contribuiscono a estendere e innovare le frontiere del gusto e dello stile di vita contemporaneo

Divina Recchia

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LA MORTE NEL VILLAGGIO

Con questo romanzo, scritto nel 1930, Agatha Christie presentava per la prima volta al pubblico Miss Marple, la ormai famosa vecchietta che vive nello stagnante villaggio di St. Mary Mead, e che dovrà svelare, nel corso della sua lunga carriera letteraria, intricatissimi misteri,battendo e umiliando la polizia locale. La sua tecnica di idagine è inverosimile ma efficace; le su armi inusitate: ferri da calza,sciroppini e torte fatte in cas, ma soprattutto il genio del pettegolezzo, la straordinaria capacità di far parlare la gente. Agatha Christie aveva inventato questo personaggio ispirandosi alla nonna materna: un signora di stampo vittoriano che però conosceva benissimo tutte le depravazioni della natura umana. Il primo romanzo,dunque, di una fortunata serie nel quale alla impeccabile costruzione e soluzione del mistero si unisce una descrizione dell’ambiente e una acuta caratterizzazione dei personaggi minori che fanno da coro ai protagonisti.
Dura da ormai sessant’anni e le cose che ricama con finta discrezione le intonava quasi sempre bene; qualche volta benissimo. Quel suo mondo volutamente improbabile dove gli orologi possono ritardare in un intero paese senza che le abitudini ne risentano, quei suoi personaggi che sono tanto integralmente quello che devono essere, quella sua gente rifugiata in campagna tra le due guerre per non vedere e non sentire, per non doer parlare, è ormai un’immagine così perduta e racconta depravazioni e delitti così eternamente retrò, che ci diventa insomma domestico,bizzarro,meritevole di nostalgie rilassanti.

Divina Recchia

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IL CONSUMO DEI MEDIA

A partire dalla fine degli anni settanta le analisi sul consumo dei media si sono caratterizzate per una sorta di svolta etnografica, orientata a comprendere usi e significati dei mezzi di comunicazione in relazione a particolari soggetti sociali in specifici contesti culturali. Un metodo di tipo qualitativo che si distingue dagli approcci puramente quantitativi, ormai ritenuti insoddisfacenti e perfino fuorvianti. La fruizione dei media, infatti, ha forme molteplici e diversificate: non esiste nessuna stabile entità che possa essere isolata e identificata come pubblico dei media, al contrario, è necessario parlare, al plurale, di “pubblici”, per sottolineare la diversità dei mezzi di comunicazione, delle situazioni e dei soggetti coinvolti. Si pensi alle differenze fra il pubblico di un teatro o di un concerto, che assiste a una rappresentazione dal vivo, e i pubblici di altri media, dispersi in una moltitudine eterogenea di contesti. L’analisi ontestualizzata è al centro dell’approccio etnografico proposto in questo volume, che passa in rassegna le diverse modalità di ricezione in rapporto al tipo di prodotto, ai contesti sociali sel consumo,ai modelli culturali del gusto, alle carateristiche dell’audience. All’impatto delle tecnologie mediatiche sull’ambiente e sulla vita quotidiana. Negli ultimi studi sul consumo dei media ha avuto luogo quella che in termini generali può essere chiamata una svolta etnografica, che ha generato nuovi modi di analizzare e di interpretare i pubblici, ovvero tentativi di delineare il senso che i consumatori dei media attribuiscono ai testi e alle tecnologie incontrati nel corso della loro vita quotidiana. Lo scopo principale di questo libro è appunto quello di presentare una rassegna di qesti sviluppi nella ricerca qualitativa sui pubblici.

Divina Recchia

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MEZZI DI COMUNICAZIONE E MODERNITA’

La nascita e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione si intrecciano strettamente alle principali trasformazioni culturali e istituzionali del mondo moderno. I media creano nuove forme di azione e di interazione sociale non più legate alle relazioni ” faccia a faccia” o alla condivisione di uno stesso ambiente, trasformando, al tempo stesso, la struttura spaziale e temporale all’interno della quale si costituiscono e si diffondono le forme simboliche. Dall’invenzione della stampa fino all’emergere delle reti di comunicazione globale, Thompson traccia un quadro storico e teorico dei mutamenti che lo sviluppano dei media ha portato nella vita sociale. Le modalità con cui l’individuo si rapporta alla vita quotidiana sono fortemente orientate dalla trasformazione del valore e del ruolo della tradizione, dal cambiamento dell’esercizio e nel controllo del potere, dalla ridefinizione della dicotomia pubblico-privato. Mettere a punto una teoria sociale dei media significa analizzare il senso che tali trasformazioni assumono sia nell’ambito dell’esperienza personale e del processo di costituzione dell’identità, sia in quello pubblico e politico. Una stimolante interpretazione degli aspetti distintivi della modernità e delle questioni etiche, politiche e sociali sollevate dallo sviluppo dei media. L’obbiettivo di questo libro è tracciare le linee generali delle trasformazioni di ciò che l’autore definirà l’organizzazione sociale del potere simbolico, ed esplorare alcune delle loro conseguenze peril tipo di mondo in cui oggi viviamo. E’ intrecciato in modi complessi con un certo numero di altri processi di cambiamento che hanno condotto a ciò che oggi chiamiamo ” modernità”. Perciò se vogliamo comprendere la natura di quest’ultima, allora dobbiamo assegnare allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e al loro impatto un ruolo di decisiva importanza.

Divina Recchia

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L’ALBA DEL GIORNO DOPO

L’umanità è estinta. Al cinema sono stati tanti i registi che hanno immaginato il futuro della Terra, dopo l’estinzione del genere umano. Ma con la serie The History Channel svelerà le verità più scioccanti, gli scenari più ineluttabili e le ipotesi più audaci su come si presenterà il nsotro pianeta e un ipotetico alieno, doo una pioggia nucleare o una catastrofica epidemia che ha annientato anche l’ultimo essere vivente. Grazie alle animazioni computerizzate scopriremo cosa accadrà alle grandi infrastrutture, dai ponti alle ferrovie, ai monumenti più famosi e all’ambiente che ci circonda una volta che non saremo più su questo pianeta. Nei nuovi episodi, sotto i colpi della sofisticata computer grafica, cadranno a pezzi i palazzi del potere di ieri e di oggi, dalla reggia di Versailles alla Casa Bianca. Entreremo negli arsenali batteriologi e nucleari per scoprire cosa accadrà a queste armi quando non potranno più essere conservate con cura. E infine, sarà la volta dell’Italia e di alcuni tra i suoi più celebri capolavori che rischieranno di scomparire per sempre, dalla Sacra Sindone, aggredita da misteriosi microrganismi, al lento e inesorabile declino di opere millenarie come L’Ultima Cena di Leonardo. Sono tre i film e tre le star di Hollywood alle prese con la fine del mondo:
” The day after tomorrow”, nel quale Dennis Quaid interpreta un paleoclimatologo che prevede la glaciazione del pianeta. ” Io sono leggenda”, con Will Smith che salva l’umanità dall’estinzione, sacrificando la propria vita e trasformandosi in leggenda. ” The road”: l’affascinante Viggo Montersen nel ruolo di un padre che regala una speranza al figlio, dopo un’apocalisse nucleare.

Divina Recchia

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GUERRA VERDE ALLE ZANZARE

La novità è l’utilizzo sempre più diffuso del piretro naturale. E’ efficace, innocuo per le persone, adatto anche in cucina perchè non contamna gli alimenti. Il nemico è sempre più agguerrito: 70 specie diverse, attive di giorno e di notte, capaci di adttarsi all’ambiente urbano e alla campagna, a quello marino così come a quello montano. Un inverno mite e una primavera piovosa hanno creato le condizioni ideali per la loro riproduzione. E’ per questo che le zanzare quest’estate sono più numerose e “pungenti” del solito. Certo, per fronteggiarle gli strumenti sono sempre più sofisticati: disnfestazione preventiva organizzata da Asl e Comun e poi, strumenti domestici per allontanarle, stordirle, eliminarle da piccole o stroncarle da adulte. Ma alla lunga, insetticidi spray, liquidi e in piastrina, non intossicheranno anche noi? E l’ambiete in cui viviamo? La maggior consapevolezza ecologica e l’attenzione alla salute hanno portato a sperimentare nuove soluzioni verdi. Possibilmente più efficaci dei classivi gerani o dell’essenza di citronella e più pratiche del pipistrello sul balcone. Quest’anno diverse aziende hanno puntato sul piretro naturale. Si tratta di una sostanza già conosciuta nell’agricoltura biologica. Per l’esattezza è un fiore simile a una comune margherita, il cui nome scientifico è Chrysantemum cinerariifolium. Dal piretro naturale si estraggono le piretrine, i principi attivi utilizzati come insetticida. Non va confuso con il piretro di sintesi, o con i piretrodi, composti non naturali sintetizzati chimicamente con lo scopo di riprodurre il meccanismo d’azione del piretro naturale, ma con effetti e tempi di persistenza notevolmente diversi . Per non sbagliare basta verificare che sulla confezione compaia la definizione con “piretro naturale” o con “piretrine”.

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Divina Recchia

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EQUO FASHION

Una moda bella e … buona, linee di abbigliamento differenti dalle solite, che consentono di essere trendy e nello stesso tempo avvicinarsi con una sensibilità particolare ai problemi dei popoli più poveri e aiutarli. e ” l’equo fashion” o ” ethical fashion”, la moda equa e solidale che propone abiti, accessori e bijoux realizzati dagli artigiani del Su del mondo, con le tecniche tradizionali e utilizzando materiali eco-compatibili e di riuso. Una tendenza sempre più diffusa in Europa, che oggi comincia a farsi strada anche in Italia. Invece di donare i soldi in beneficienza, i possono aiutare le persone dei paesi più poveri comprando i vestiti che producono. Si vuole valorizzare l’abilità e le tecniche di popoli lontani e dare loro occasione per guadagnare nel pieno rispetto dell’ambiente e di se stessi. Un ” altro mondo” in cui scoprire risorse nuove: raffinatezza, gusto, caratività, originalità. Uno sguardo diverso all’arte del vestire, che spesso è ” al femminile” perchè sono donne le sarte e le tagliatrici che creano gli abiti.

I materiali sono verdi, ecologici, sostenibili: cotone organico, bio, colori atossici, materiali della tradizione come i tessuti lucidi, ricamati dei sari delle donne indiane ma anche di ” riuso”, plastica, vetro, metallo riciclati e lavorati. Proprio per come è fatto, ogni abito diventa unico, diverso dagli altri, prezioso per le sue particolarità e la sua piccola ” storia”. Questo tipo di look è pensato per le ragazze più giovani, che uniscono voglia di essere sempre alla moda e impegno sociale, l’abbigliamento ethical è anche bello: vestire “etnico” con caftani e lunghe gonne hippie. Gli abiti ethical hanno tagli e stili all’ultima moda. Da materiali poverissimi, nascono accessori raffinati. Il lusso e il design più innovativi che, dietro la leggerezza de ” bello e superfluo”, nascondono un’anima concreta e coraggiosa.

Divina Recchia

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Bari.Blitz contro chi sporca,numerose multe

Sono circa una quindicina, le multe e  le denunce inflitte dalla polizia municipale dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza del sindaco che affligge duramente  chi sporca la città.

La maggior parte dei cittadini viene multato per  i rifiuti lasciati nei cassonetti, prima dell’orario consentito. Inoltre, con il rafforzamento del monitoraggio,diventano tantissime le  denunce per chi, per  esempio, non toglie dalla strada  gli escrementi dei propri cani.

Oggi pomeriggio,inoltre,inizia  il corso rivolto  a 20 operatori della municipalizzata che otterranno l’autorizzazione per   fare   multe.

In totale,ammontano a  sei , le pattuglie in borghese, che controllano la città per colpire sul fatto i cittadini che non rispettano l’ambiente.

Gennarino Perciballi

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Bari.Record di aborti

A Bari,  si sia   ridotto di molto il tasso di interruzione volontaria di gravidanza elevato(Ivg),  continua ad essere piuttosto  elevato il numero delle donne tra i 15 e i 49 anni che ricorrono all´Ivg: 12,7 ogni mille,mentre ,la   media nazionale, è  di 9,6 casi.

Il dato è stato reso dal primo rapporto Osservasalute dedicato alle aree metropolitane diretto dall´università Cattolica di Roma e coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell´istituto di Igiene della facoltà di Medicina.

Inoltre,a  Bari, il cruccio è l’ambiente  e la scarsità  di verde, che è pari a 14,3 metri quadrati per abitante rispetto ad una media nazionale nazionale di 93,6.

Tuttavia,anche nelle altre aree metropolitane, non va poi così meglio .

Gennarino Perciballi

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Il “Partito Migliore” conquista l’Islanda: l’anarchico Jón Gnarr sindaco di Reykjavik

Jón Gnarr, recentemente vincitore della poltrona di sindaco di Reykjavik , è un anarchico surrealista ed è stato eletto nella lista del Partito Migliore, un nuovo partito fondato pochi mesi fa da alcuni punk rocker islandesi in opposizione al sistema politico che ha  portato il Paese alla bancarotta con la crisi Icesave. Proprio il rifiuto di pagare i debiti che l’Islanda ha con le maggiori banche europee, in prima fila quelle inglesi e olandesi, è stato il punto principale del programma elettorale del Partito Migliore , che ha raccolto il 35% dei voti e ha anche  promesso asciugamani gratutiti in tutte le piscine della città, un orso polare per lo zoo locale e una Disneyland all’aereoporto. Il programma di lungo termine invece prevede  di estromettere i corrotti dalla vita sociale e politica, di eliminare la droga dal parlamento entro il 2020, , di raggiungere la completa eguaglianza tra i sessi, garantire trasporti e servizi odontoiatrici gratuiti per gli studenti.

“Nessuno deve preoccuparsi – ha detto – del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe “Partito Peggiore”, o “Partito Pessimo” e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere.” Jón Gnarr ha parlato al pubblico dal tetto di un edificio di Reykjiavik e ha anche annunciato di non essere disposto ad ammettere in coalizione chi non abbia visto tutte e cinque le serie di The Wire. Ha anche affermato che non onorerà nessuna delle promesse elettorali e che, mentre il resto del sistema politico è segretamente corrotto, il suo partito promette di esserlo apertamente. Il personaggio, il cui nome non dirà nulla ai lettori del nostro paese, è un comico molto noto in Islanda, e il progetto del Partito Migliore ha in brevissimo tempo raccolto lo scontento della popolazione cittadina raccogliendo il 34,7% dei voti.  Sarebbe possibile anche in altri paesi, tra cui l’Italia? L’esperienza di Grillo, pur con i dovuti distinguo, purtroppo non sembra essere stata sufficientemente forte da farci sperare. Ma è anche vero che la situazione della gestione dei media in Islanda e in Italia è di quanto più diverso si possa immaginare.

Pietro Costantino

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