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SARTIRANA: LA RANA DIVENTA ANCORA SAGRA

Appuntamento fisso ed imperdibile il 3,4 e 5 settembre per la 38° Sagra della rana. Ogni anno il comitato organizzatore s’impegna per offrire una tre giorni di sapori unici ed autentici ai copiosi avventori. Si avvale della preziosissima collaborazione di circa 60 cuoche e cuochi provetti indaffarati nei vari reparti cucina, a preparare le specialità sartiranesi a base di rane, di circa 80 camerieri pronti a scorrazzare tra i 4 capannoni per servire le portate, un dinamico team di baristi e cassieri, un chiosco del dessert e un chiosco caffetteria-gelati, vendita di prodotti tipici gestiti da graziose fanciulle. Senza poi dimenticare i custodi della segretissima ricetta della pastella per le rane dorate, che gestisce dietro le quinte gli approvvigionamenti per le cucine e l’intero staff di uomini di buona volontà che dedicano parte delle loro vacanze all’allestimento di cucine e tensostrutture per accogliere tutti i visitatori. Amministrazione comunale e Comitato Sagra della Rana, che contengono al prestigio e al buon nome del paese, dopo due anni di studio, sono riusciti a realizzare il primo Palio della rana. Nelle due precedenti edizioni della sagra, il paese ra stato suddiviso in quattro rioni storici, era stato recuperato e mostrato ai visitatori come passatempo domenicale il gioco della rana e quest’anno nasce il palio vero e proprio. Tramite le selezioni di giugno e luglio sono state identificate le quattro coppie, una per rione, formate da ragazzo e ragazza, che domenica 5 settembre, giornata regina della sagra, si contenderanno nella gara finale al gioco della rana il primo palio. La gara sarà preceduta da sfilata di abiti medievali dei contendenti, e dei figuranti che impersoneranno Cicco Simonetta, signore del feudo di Sartirana Lomellina, e sua moglie Elisabetta Visconti. La coppia dei signori di Sartirana consegnerà il palio al rione vincitore.

Divina Recchia

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LA VITA OLTRE LA VITA

Pubblicato nel dicembre del ‘75 da un’oscura casa editrice della Georgia e nonostante un apparato distributivo limitatissimo. “La vita oltre la vita” in poche settimane è stato ristampato per ben otto volte, raggiungendo la tiratura straordinaria delle 174.000 copie. Meno di un anno dopo, ripreso nella collana economica di uno dei maggiori editori americani, il libro di Moody è subito balzato in testa alla classifica dei bestseller suscitando una eco senza precedenti su tutta la stampa degli Stati Uniti e attirando l’attenzione del vasto pubblico. E’ oggi adottato come libro di testo di oltre 400 corsi universitari, mentre già escono le prime traduzioni in diverse lingue. Quali i motivi di un successo così sorprendente? Può solo stupirsene chi non sa che questo libro infligge un duro colpo al più antico tabù che abbia gravato sull’umanità, il tabù della morte. Moody infatti ha qui raccolto le testimonianze di persone ” clinicamente morte” che, sottoposte a pratiche di rianimazione, sono tornate a vivere. Che cosa hanno provato mentre erano “morte”? Quali esperienze ci attendono nell’”aldilà”? A questi e ad ltri fondamentali interrogativi il lettore troverà risposta in queste pagine: una risposta rassicurante, che strappa alla morte la sua maschera angosciosa, e ce la presenta come dispensatrice di ” intendi sentimenti di gioia,amore e pace”. Essite una vita dopo la morte. Apputo è quello che viene dichiarato in questo libro da più di 100 persone,tornate a vivere dopo essere state diagnosticate ” clinicamente morte”. Nel loro racconto l’esperienza dell’aldilà. Personalmente credo che la nostra società sia arrivata a un punto di transizione. Dobbiamo avere il coraggio di aprire nuove porte e di ammettere che gli strumenti scientifici di cui attualmente disponiamo sono insufficienti per molte nuove ricerche.

Divina Recchia

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LA MORTE NEL VILLAGGIO

Con questo romanzo, scritto nel 1930, Agatha Christie presentava per la prima volta al pubblico Miss Marple, la ormai famosa vecchietta che vive nello stagnante villaggio di St. Mary Mead, e che dovrà svelare, nel corso della sua lunga carriera letteraria, intricatissimi misteri,battendo e umiliando la polizia locale. La sua tecnica di idagine è inverosimile ma efficace; le su armi inusitate: ferri da calza,sciroppini e torte fatte in cas, ma soprattutto il genio del pettegolezzo, la straordinaria capacità di far parlare la gente. Agatha Christie aveva inventato questo personaggio ispirandosi alla nonna materna: un signora di stampo vittoriano che però conosceva benissimo tutte le depravazioni della natura umana. Il primo romanzo,dunque, di una fortunata serie nel quale alla impeccabile costruzione e soluzione del mistero si unisce una descrizione dell’ambiente e una acuta caratterizzazione dei personaggi minori che fanno da coro ai protagonisti.
Dura da ormai sessant’anni e le cose che ricama con finta discrezione le intonava quasi sempre bene; qualche volta benissimo. Quel suo mondo volutamente improbabile dove gli orologi possono ritardare in un intero paese senza che le abitudini ne risentano, quei suoi personaggi che sono tanto integralmente quello che devono essere, quella sua gente rifugiata in campagna tra le due guerre per non vedere e non sentire, per non doer parlare, è ormai un’immagine così perduta e racconta depravazioni e delitti così eternamente retrò, che ci diventa insomma domestico,bizzarro,meritevole di nostalgie rilassanti.

Divina Recchia

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LA DOMATRICE

Petra è una famosa e affascinante città carovaniera fondata dagli antichi Nabatei. In questa località il destino ha riunito un eterogeneo gruppo di turisti: un famoso psichiatra francese, una graziosa neo laureata in medicina, un’energica lady membro del Parlamento, un’insignificante signorina di mezz’età e una numerosa famiglia americana che gravita completamente attorno alla domatrice, un’onnipotente matrona che ama esercitare sadicamente il suo potere sui familiari, simile a un Budda repellente o a un colossale ragno al centro della sua tela. Nell’aria dell’antica città si respira un’atmosfera sinsitra, tanto che, quando uno dei membri dell comitiva viene ritrovato cadavere, affiora subito il sospetto che si sia trattato di un delitto. L’assassino però ha fatto male i suoi conti, Non ha previsto infatti la presenza di un turista di eccezione: Hercule Poirot. Anche questa volta infatti l’infallibile detective belga non si farà sfuggire il colpevole. Scritto nel 1938, ” La domatrice” è un odei romanzi nei quali la Christie ha spinto più a profondo la sua analisi della personalità umana. Un libro giallo sorprendente e suggestivo.

Divina Recchia

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LE PROFEZIE DI MALACHIA

Un avvenimento storico: riscoperte e ricontrollate le profetiche visioni del Santo che si sono sempre avverate. Ci attende un’esperienza terribile: ancora cinque papi e poi il caos. Mancano un po’ meno di 20 anni alla fine del mondo. Il segno premonitore sarà chiarissimo. Il passato … il presente ed il futuro sono straordinari. Malachia, il profeta del terrore. Il monaco irlandese che la Chiesa proclamò Santo, sin dalla fine del 1500 vide con nitida chiarezza la successione dei Romani Pontefici fin ad oggi. Un motto per ogni Papa, una frase latina, incisiva, scultorea, che ne delinea i compiti e le caratteristiche di ciascuno. E’ il solo profeta moderno, Santo della Chiesa di Roma, che non abbia mai sbagliato specificando, a partire da Celestino II, nel 1143, le inconfondibili insegne del Vicario d Cristo. Malachia non ha bisogno di interpreti: è il profeta che ognuno può leggere da solo senza bisogno di “chiavi” o di commenti. Secondo il Santo monaco irlandese, si va approssimando la fine dei tempi. Dopo Paolo VI, che reca nell’elencazione di Malachia il motto ” Fos florum”, non vi saranno che quattro Pontefici, l’ultimo dei quali prenderà il nome di Pietro II ricollegandosi al primo Apostolo di Cristo. Questo appellativo sarà l’avvertimento dell’incombente fine. Malachia prevede, con tale Papa, l’ultma persecuzione per la Chiesa, il caos e la distruzione di Roma. Parole chiare, tragihe, da parte di un Santo che non ha mai sbaliato, su avvenimenti che forse vivremo domani, che sono già nel nostro imminente terribile futuro.

Divina Recchia

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NOME DELLA VITTIMA:NESSUNO

La vita non è mai stata generosa con Sofja. Dopo aver perso il marito, fucilato perchè dichairato “nemico del popolo”, ha trascorso vent’anni in un lager in Siberia. Al suo ritorno a San Pietroburgo, il figlio è stato ucciso in un regolamento di conti. Ora, la sua morte per omicidio ha il sapore di un epilogo scontato. Non per Tatjana Tomilina, giudice istruttore e famosa scrittrice. Lei diffida delle soluzioni ovvie. Le sue indagini la metteranno sulla strada di un’altra investigatrice allegica ai casi facili, la Kamenskaja, alle prese con un duplice omicidio. E mentre le due donne continuano a raccogliere indizi, si accorgono di dover chiudere il caso a ogni costo, prima che ne vada della loro stessa vita. E il quadro che si delinea è ben più complesso di quanto si poteva immaginare …

Divina Recchia

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CADAVERI INNOCENTI

Un romanzo esplosivo: Kathy Reichs è senza dubbio la maestra del thriller. Una storia palpitante per Temperance Brennan, che con implacabili e lucidissimi ragionamenti riesce a combattere anche il male più assoluto. La celebre antropologa forense è chiamata ad identificare i resti di una suora morta alla fine dell’ottocento: nel sottosuolo di una chiesa abbandonata di Montréal deve riesumere il corpo di Elisabeth Nicolt, per consentire allae autorità ecclesiastiche di procedere alla beatificazione della religiosa. Ma quando affiorano, le sue ossa mostrano qualcosa di strano. Intanto, Tempe si trova a indagare su un incendio doloso, costato la vita a due gemelli di pochi mesi. E di lì a poco il cadavere di una giovane donna che si era unita a una setta del North Carolina viene ritrovato in condizioni terribili. Temperance raccoglie pazientemente prove,indizi e testimonianze, fino a portare alla luce il terribile filo di sangue che lega quei delitti. Kathy Reichs ci regala la storia mozzafiata di una eroina infallibile, che non ha nulla da invidiare a Kay Scarpetta e Clarice Sterling.

Divina Recchia

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L’OMBRA DEL BASTONE

Un grosso Quaderno Nero, di quelli usati per tenere i conti del latte da cagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed è firmato da Severino Corona dettoZino. Contiene, in calligrafia appena leggibile, la confessione di un uomo che il destino o la vendetta della strega Melissa ha spinto, contro la sua volontà, sulla via della perdizione. Nella solitudine, tra le pietre e la neve dei monti che sovrastano il Vajont, la voglia di sesso è il demone scatenante che fa nascere storie di violenza e di morte. E’ la voglia sfrenata che prende Zino e lo spinge a desiderare la moglie di Raggio, il suo più caro amico, fino alla follia e al delitto. Mauro Corona, affascianto dalla storia del Quaderno Nero, ne conservava il linguaggio naturale,duro e carezzevole, dove ferocia e pietà sono le due facce di quella stessa moneta gobba che è la vita distorta da una povertà atavica impastata di fatica, di sangue, di sesso, di stregoneria. Ma, luminosa, come un lucignolo nel buoio assoluto, si affaccia la storia della piccola Neve, la bambina che non sentiva il freddo e che si scioglierà come ghiaccio al sole:poche gocce d’acqua, conservate in una bottiglia posta ancora oggi sulla mensola del camino di Mauro Corona. L’autore si è intromesso nel testo con numerosi interventi che almeno un poco, e nei casi più necessari, ristabilissero una certa aderenza all’ortografia, soprattutto per quanto riguarda la punteggiatura,apostrofi e accenti, ma senza esagerare.

Divina Recchia

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IL CASO BLUELADY

Alex Cross è stanco. Dopo anni di caccia a feroci serial killer vorrebbe ritirarsi a vita privata. Nana Mama, l’amatissima nonna che ha sempre vegliato su Alex e la sua famiglia; è ormai anziana, i ragazzi crescono e nella vita di Cross è riapparso anche l’amore. Ma quando John Sampson, amico d’infanzia e compagno di numerose indagini, ha bisogno di aiuto, Cross non sa dire di no. Tre giovani donne, mogli di militari, sono state massacrate e del triplice omicidio è accusato un ex comilitone di Simpson, che si proclama innocente. Cross intuisce subito, nonostante le prove schiaccianti contro l’amico di Sampson, ch c’è qualcosa di poco chiaro in quel delitto e, proseguendo le indagini, scopre un filo rosso che sembra legare altri casi in cui sono stati incrinati dei militari dalla vita apparentemente irreprensibile. Ma l’esercito fa muro e i documenti ufficiali nascondono qualcosa … In cerca della verità, Cross e Sampson finiscono per trovarsi nel mirino di tre psicopatici, per i quali uccidere sembra essere prima di tutto un divertimento. Ma chi è il loro mandante? Quale terribil segreto nascosto nel passato può giustificare tutto questo orrore?

Divina Recchia

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I SEGRETI DI NEW YORK

Tanto si è parlato, visto e scritto di New York. Eppure, dietro lo scintillio dei grattacieli, restano ancora molte storie da raccontare. E negli angoli della metropoli ancora oggi immutati Corrado Augias, appassionato di letteratura gialle e della grande tradizione noir, riscopre, con l’autentico talento di un raffinato detective, i luoghi dove vissero affascinanti e misteriosi personaggi, i locali dove si consumarono amori e delitti, i quartieri, oggi a volte sfigurati, dove hanno lasciato le loro tracce ” tutto il bene e tutto il male del mondo, tutta la luce e tutta la più nera oscurità”. E’ qui che egli ritrova i fili del romanzo segreto della città, un romanzo i cui protagonisti sono gli immigrati di Staten Island, gangster, bellissime attrici,geniali poeti, inventori dimenticati. e nel deineare un itinerario fascinoso e anticonvenzionale della Grande Mela, disegna una fisionomia inedita e appassionante della capitale dell’Occidente. Questo libro è uscito per la prima volta nell’ottobre del 2000 e le due torri del Wordl Trade Center erano ancora lì. Al momento di andare in stampa si verificò una uriosa coincidenza, colui che dirigeva la saggistica, scelse per la copertina l’immagine di un grattacielo in fiamme. Nientea che vedere con quello che sarebbe poi successo quasi un anno dopo. Una semplice coincidenza appunto. Infatti l’immagine si riferiva a un incidente avvenuto nei primi decenni del ‘900, quando un piccolo aereo da turismo s’era schiantato contro un edificio. Si, ci sono state vittime, ma i danni furono irrisori, se si confronta alla tragedia materiale e umana dell’11 settembre e con le sue catastrofiche conseguenze sull’equilibrio mondiale.

Divina Recchia

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